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Caro energia, Federitaly: “Non bastano misure temporanee: serve un piano strutturale per le Mpmi”

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  I l peso crescente dei costi energetici rischia di trasformarsi in un problema strutturale per la competitività delle micro, piccole e medie imprese italiane, con conseguenze particolarmente pesanti per le filiere del made in Italy . A lanciare l’allarme è Federitaly , federazione per la tutela e la promozione del made in Italy, che chiede al governo l’apertura immediata di un tavolo di confronto dedicato al caro energia e al caro carburanti e, soprattutto, alla definizione di una strategia stabile per ridurre la dipendenza energetica delle Mpmi. i dati più recenti mostrano la dimensione del problema: in diverse filiere dell’ agroalimentare , dalla pasta all’olio, dal latte alla frutta fino al vino, il costo dell’energia arriva a superare, per molte imprese , il 10% del fatturato . Una pressione che si aggiunge all’aumento dei costi logistici, delle materie prime e del lavoro e che colpisce un sistema produttivo caratterizzato da una fortissima presenza di imprese di piccola ...

Caso Pike: Davvero ancora accettabile la pena di morte?

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  Il caso di Christa Pike ha riacceso il dibattito sulla pena di morte : il 52 percento degli americani è ancora favorevole.  Da giorni non si parla d' altro che del caso di Christa Pike, della pena di morte e del fallimento nella sua esecuzione. L' opinione pubblica si è infatti divisa sull' efficacia o meno della pena capitale come punizione .  Pike nel 1996 era stata condannata a morte per aver ucciso e torturato una studentessa insieme ad altre ragazze.  Sarebbe stata la prima donna giustiziata in Tennessee dopo circa 200 anni, ma è sopravvissuta a due iniezioni letali.    Che Christa Pike è colpevole è innegabile e che sia necessaria fare giustizia altrettanto. Ma la pena di morte nel 2026 può essere ancora considerata una pena corretta.  Secondo il 52 percento degli americani, effettivamente, la morte imposta dallo Stato è la pena corretta per chi commette un omicidio. Ma una pena che non si può annullare può davvero essere giusta. Negli USA ...

Depressione, quando il problema non è solo stare male ma non aspettarsi più nulla

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  Ci sono persone depresse che descrivono molto bene la tristezza . Altre raccontano qualcosa di più difficile da spiegare: non aspettano con piacere il fine settimana, non sentono la spinta a chiamare un amico, non riescono a immaginare che un attività possa valere lo sforzo necessario per iniziarla.  E' quella parte della depressione in cui non manca solo il buonumore, ma sembra spegnersi anche l' attesa del piacere.  In medicina questo fenomeno viene chiamato anedonia. Il termine indica la difficoltà a provare interesse o piacere, ma nella vita quotidiana può significare molto di più: non avere voglia di uscire, non sentire più il desiderio di cucinare, leggere, ascoltare musica, o incontrare qualcuno, anche si sa razionalmente che quelle cose che prima facevano stare bene.  Non è pigrizia, Non è mancanza di volontà, e non si risolve dicendo semplicemente a una persona di reagire .  Un trial statunitense ha provato a intervenire proprio su questo aspetto....

Delfini e mammiferi terrestri: somiglianze nel latte

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  I l latte materno non è soltanto una fonte di nutrimento , ma un fluido biologico complesso che contiene molecole coinvolte nella regolazione di diversi processi cellulari e fisiologici. Tra questi il microRNA, piccoli RNA in grado di regolare l' attività dei geni, già ampiamente studiati nel latte umano e di diverse specie domestiche, ma finora mai caratterizzati nel latte dei mammiferi marini.  Un nuovo studio condotto da ricercatori dei Dipartimenti di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e ambientali, e Ambiente di Biologia dell' Università di Padova, pubblicato sulla rivista PLOS One , ha analizzato per la prima volta i miRNA presenti nel latte dei tursiopi , combinando analisi bioinformatiche del genoma e sequenziamento dei microRNA .  I risultati mostrano che nonostante i profondi adattamenti evolutivi dei cetacei alla vita acquatica, nel latte dei tursiopi sono presenti alcune delle principali famiglie di miRNA già individuate nel latte di altri ma...

"Corpi perfetti" sui social? Più ne vediamo peggio ci sentiamo

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  Lo afferma uno studio condotto su 323 donne : i contenuti incentrati su aspetto fisico e ideali di bellezza peggiorano umore e autostima .  Probabilmente vi sarà capitato più volte di imbattervi in contenuti social su dieta, palestra, magrezza, corpi ritenuti "ideali".  E magari nel giro di pochi minuti, vi siete ritrovate con l' umore più basso e guardandovi con occhi diversi: più critici, più sever i.  Una ricerca canadese ha studiato proprio questo meccanismo su 323 donne: dopo aver consumato contenuti che esaltavano una certa forma fisica , tutte loro hanno riportato un peggioramento dell' umore e del proprio stato d'animo.  Non solo: anche quando quei contenuti cercavano di promuovere l' accettazione di sé, il confronto non spariva. Chi li guardava tendeva lo stesso ad auto-oggettificarsi, finendo per misurare il proprio valore soprattutto attraverso l' aspetto fisico.  Essere consapevoli di ciò che consumiamo online è importante perché può infl...