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La proteina chiave dell' Alzheimer si propaga attraverso i neuroni

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  La proteina chiave dell' Alzheimer , la proteina tau che forma grovigli nel cervello portando le cellule alla morte, riesce a propagarsi grazie ai neuroni stessi, spostandosi dall' uno all' altro e colonizzando aree diverse del cervello . Lo ha scoperto lo studio pubblicato  sulla rivista Neuron e guidato dall' Università dell' Alabama di Birmingham, che risolve così uno dei misteri principali che avvolgono questa malattia. I dati raccolti, confermano, dunque, che colpire questa proteina rappresenta una strategia fondamentale per rallentare o prevenire la progressione dell' Alzheimer.  La proteina tau funge da "impalcatura" interna dei neuroni, ma nelle persone affette da Alzheimer forma dei grovigli che compromettono la funzionalità delle cellule e finiscono per ucciderle. Più tali grovigli si diffondono, più la memoria viene colpita, ma finora non era chiaro il meccanismo che permette questa diffusione.  A scoprirlo sono stati i ricercatori coor...

Pinguini sentinelle dell' ambiente: rilevano la presenza di Pfas anche nelle aree più remote

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  Anche gli ecosistemi più remoti non sono al riparo dall' inquinamento . E' quanto emerge da uno studio condotto da University of New York California, Davis e State University of New York at Buffalo, che ha trasformato i pinguini di Magellano in veri e propri "tossicologici naturali". Grazie e piccoli sensori applicati alle zampe, questi animali hanno permesso di rilevare la presenza di PFAS anche lungo le coste della Patagonia Argentina, confermando la diffusione globale di queste sostanze. Sensori non invasivi per monitorare l' ambiente  La ricerca pubblicata sulla rivista Enviromnental Sustainability , ha coinvolto 54 pinguini durante le stagioni riproduttive tra il 2022 e il 2024. Gli animali sono stati dotati per pochi giorni di anelli con campionatori passivi in silicone, capaci di assorbire sostanze chimiche presenti nell' acqua, nell' aria e nelle superfici. Un approccio innovativo e non invasivo, che consente  di raccogliere dati senza alter...

Il cervello ricorda gli insulti e dimentica i complimenti

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  Si sa: chi le dice se le dimentica, ma chi le ha sentite se le ricorda per tutta la vita . E' una dinamica che vale un po' per tutto. Vale, per le parole dette in momenti di rabbia, come nei litigi . Magari chi ha iniziato le discussioni dimentica subito il motivo, mentre chi si è sentito contro, seppur magari anche solo un amichetto dell' asilo, riesce ancora oggi a ricordare ogni dettaglio . Succede anche alla fine di una relazione che si tirano le somme, la mente tende a riportare in superficie i momenti più brutti, le frasi peggiori e gli episodi negativi che hanno lasciato un segno. I ricordi belli , restano invece sullo sfondo, come se scivolassero via senza lasciare traccia.  E, a quanto pare questo accade anche con le offese. Lo conferma uno studio secondo cui il cervello tende a dare più peso alle esperienze negative rispetto a quelle positive. Non è solo una sensazione, ma è un vero e proprio meccanismo biologico . La nostra mente registra con più intensit...

Da Mestre uno sguardo sul mondo: al via la VI edizione del Festival Internazionale della Geopolitica Europea!

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  Ieri, presso il Municipio di Mestre, abbiamo presentato ufficialmente la sesta edizione del Festival Internazionale della Geopolitica Europea , che si terrà dal 9 al 11 aprile all'Auditorium M9 Museum. 𝐈𝐧 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨, 𝐟𝐨𝐫𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐩𝐫𝐞𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐦𝐮𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐢 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐜𝐨 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞. Potete leggere tutti i dettagli della presentazione e il programma nel comunicato ufficiale del Comune di Venezia qui: https://live.comune.venezia.it/.../da-mestre-uno-sguardo... 𝐼𝑙 𝑚𝑖𝑜 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑒𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑒𝑟𝑎̀ 𝑠𝑢 𝑑𝑢𝑒 𝑝𝑖𝑙𝑎𝑠𝑡𝑟𝑖: 𝐂𝐨𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐔𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚: racconterò i panel e le analisi di diplomatici, accademici ed esperti, portando l'eccellenza del dibattito veneziano all'attenzione dei media nazionali e internaziona...

"Qualcosa di Lilla", arriva il film tv della Rai sulla bulimia

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  Con  "Qualcosa di Lilla", la tv del servizio pubblico batte un colpo su una questione  di grande attualità: secondo i dati diffusi dall' Istituto Superiore di Sanità , in Italia, tra le ragazze tra i 15 e i 25 anni, la bulimia è la  seconda  causa di morte  e la famiglia   spesso neppure se ne accorge, perché la persona bulimica tende a isolarsi, a non farsi scoprire, è una malattia silente, difficile da individuare all' inizio. Il film è stato presentato alla sede Rai di Via Alessandro Severo a Roma dagli  attori protagonisti  Federica Pala, Alessandro Tersigni, Raffaella  Rea e Margherita Buoncristiani, insieme alla regista e sceneggiatrice  Maruska Albertazzi. Non è la  storia di una ragazza che sceglie di guarire, ma di una ragazza che compie un primo passo verso il cambiamento, scegliendo di  voler guarire.  Parlare di disturbi alimentari   è fondamentale tanti ragazzi ne sono affetti, sottolinea la regi...