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L' aggressività è contagiosa? Sì, se la osservi in amici e familiari

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  L' aggressività contagia più facilmente, se  assistiamo a comportamenti aggressivi in persone che conosciamo  bene. Un gruppo di scienziati dell' Università Meridionale dell' Illinois  ha studiato le basi neurali e ambientali dei comportamenti aggressivi  nei topi che avevano in precedenza assistito a scene di violenza .   La ricerca pubblicata  sul JNeurosci , dimostra che essere testimoni di episodi  di aggressività in amici e  famigliari ha un effetto-contagio che  l' aggressività  osservata in  semplici sconosciuti non ha.   Apprendere il peggio  I ricercatori hanno creato un setup sperimentale che obbligava alcuni topi maschi ad osservare topi familiari  o sconosciuti   mentre attaccavano un altro topo "invasore", che non conoscevano. Hanno  studiato gli strascichi che questa esperienza  ha  avuto, sull'  aggressività dei topi, mezz'ora dopo, e visto che solo i...

Il grasso attorno all' intestino parla con il sistema immunitario

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I l grasso addominale localizzato vicino al colon è in grado di parlare con il sistema immunitario , una funzione unica nel suo genere che ha probabilmente acquisito come  adattamento alla presenza di microrganismi nell' intestino : lo indica lo studio condotto su persone con obesità grave e pubblicato sulla rivista Cell Metabolism dallo svedese Karolinska Institutet in collaborazione con lo Steno Diabetes Center di Copenaghen e l'Istituto di Ricerca Helmholtz di Monaco in Germania.  Il tessuto  adiposo non si limita ad immagazzinare energia , ma funziona anche come organo attivo, inviando segnali che influenzano l' intero corpo, dice il primo autore dello studio Jiawei Zhong, del Karolinska Institutet.  Un errore comune è pensare che il grasso addominale sia uniforme, mentre in realtà è costituito da diversi depositi distinti. I ricercatori ne hanno mappati  ben cinque nei pazienti con obesità grave. Il più sorprendente è quello situato vicino all' intestin...

La violenza fisica e sessuale toglie globalmente alle vittime oltre cinquanta milioni di anni di vita sana

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  Asma, abuso di alcol , bulimia nervosa : sono solo alcune delle conseguenze sulla salute delle vittime di violenza fisica e sessuale su donne (IPV, intimate partner violence) e minori (SVAC, sexual violence against children), individuate in uno studio pubblicato su the Lancet .  I numeri rivisti al rialzo, rispetto alle stime precedenti, sono impressionanti: nel mondo oltre un miliardo di persone  di età superiore ai quindici anni sarebbe stata vittima di SVAC, e 608 milioni di donne nella stessa fascia d' età avrebbero subito IPV.  Un forte  impatto sulla salute  L' analisi parte dal Global Burden of  Disease , un progetto internazionale che misura l' impatto di malattia, infortuni, e fattori di rischio sulla salute globale ha tracciato le conseguenze sulla violenza sulle donne e bambini in 204 Paesi e territori, offrendo la mappa più completa mai realizzata sul peso sanitario di questi abusi.  E' emerso che la SVAC sarebbe connessa all' in...

Gli antidepressivi non riducono la violenza impulsiva

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I farmaci antidepressivi   possono  essere impiegati per ridurre i comportamenti di violenza  impulsiva?  In passato si è ipotizzato che potessero avere una qualche efficacia, ma  ora uno studio clinico condotto in Australia smentisce quest' idea: i medicinali che modulano la serotonina non hanno alcun effetto nel diminuire gli episodi di violenza impulsiva rispetto  al placebo . La ricerca è stata pubblicata sulla rivista eClinical Medicine , del gruppo Lancet.   Aggressività e serotonina  Lo studio condotto dall' Università del New South Wales, Australia, si basa su un doppio collegamento: quello tra un cattivo controllo degli impulsi e i comportamenti aggressivi, che possono sfociare in episodi di violenza , e quello tra questo tipo di comportamenti e livelli ridotti di serotonina, un neurotrasmettitore fondamentale per la regolazione dell' umore .  Da qui l' idea che la sertralina, un comune antidepressivo della classe  degli ...

Soffri d' insonnia: forse il tuo cervello ha un ritmo circadiano sballato

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  L'  insonnia cronica non ha effetti solo sul breve termine, ma può avere anche conseguenze serie anche sulla salute a lungo termine: ecco perché capirne la causa e cercare di combatterla è importante per vivere meglio e più sani.  Uno studio pubblicato su Sleep Medicine suggerisce che alla base delle notti in bianco potrebbe esserci un alterazione del ritmo circadiano del cervello ,  ovvero il suo orologio interno, che faticherebbe a spegnersi a quando arriverebbe il momento di dormire.  Vietato dormire  Gli studiosi hanno coinvolto 32 adulti tra i 65 e i 73 anni, metà con insonnia e metà con disturbi del sonno, e li hanno tenuti svegli a  letto per 24 ore. Durante questo periodo i partecipanti  hanno dovuto compilare ogni ora su un questionario sulla qualità dei loro pensieri (specificando se fossero per esempio, iperattivi, ripetitivi, chiari o confusi) e valutare la propria  attività metacognitiva (ovvero il controllo che avevano sull...

Il cancro interrompe il ritmo naturale del cervello

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  Il cancro interrompe il ritmo naturale del cervello che guida la  produzione giornaliera dell' ormone dello stress , provocando insonnia e ansia riducendo in questo modo sia la qualità della vita sia l' efficienza del sistema  umanitario . Lo indica lo studio condotto sui topi dello statunitense Coid Spring Harbor  Laboratory e pubblicato sulla rivista Neuron .  La ricerca suggerisce che ripristinare quel ritmo potrebbe aiutare l' organismo a combattere il tumore a potenziare l' efficacia delle  terapie.  Il cervello è un sensore perfetto di  ciò che accade nel corpo, osserva il coordinatore della ricerca Jeremy Borniger. Ma richiede equilibro: i neuroni devono essere accesi o spenti nel momento giusto. Se quel ritmo si discosta dal normale anche di poco può alterare  l' intera funzionalità dell' intero cervello.  Tale alterazione è stata osservata nei topi affetti da tumore della mammella: in questi animali è risultato appiattito il...

Pensare positivo cambia il cervello in pochi secondi

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  Immaginare un esperienza positiva può cambiare il modo in cui il cervello immagazzina le informazioni , rendendoci più motivati e condizionando le nostre scelte . Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications dell' Università del Colorado a Bouler  e  dell' Istituto tedesco Max Planck per le scienze cognitive del cervello umano .  I risultati dimostrano che possiamo imparare dalle "esperienze immaginate", e nel cervello questo accade più o meno allo stesso modo in cui "impariamo dalle esperienze reali", afferma il coordinatore dello studio Ronald Bernoit, professore associato di psicologia e neuroscienze all' Università del Colorado . Ciò suggerisce che l'immaginazione non è passiva aggiunge il  primo autore Aroma Dabas, piuttosto può plasmare attivamente  ciò che ci  aspettiamo e ciò che scegliamo.  I neuroscienziati hanno scoperto con un esperimento che ha  coinvolto cinquanta volontari, ai quali è stato chiesto di ...

Il tempo su Marte corre più veloce di 477 milionesimi di secondo

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  Su Marte il ticchettio degli orologi   sarà più rapido che sulla Terra : per effetto  della gravità e dell' orbita , infatti, il tempo sul Pianeta Rosso scorre più veloce di 477 milionesimi di secondi al giorno, pari a un millesimo di tempo che ci vuole per sbattere le palpebre. Lo hanno calcolato con esattezza i  fisici del National  Institute of Standards and Tecnology Americano,  che in uno studio pubblicato su The Astronomical Journal   spiegano come questa  differenza apparentemente insignificante potrà essere cruciale per le future reti di navigazione e comunicazione spaziale.     Se potessimo atterrare oggi su Marte con un orologio atomico, noteremmo che scandisce il tempo come altri orologi atomici sulla Terra, ma confrontandoli direttamente emergerebbe una discrepanza. La sfida è determinare di quanto  l'ora  marziana sia sfasata rispetto a quella terrestre, quasi  come calcolare una differenza di fuso orario....

L' espansione dell' universo forse sta rallentando

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  L' espansione dell' universo potrebbe aver iniziato a rallentare, anziché accelerare a un ritmo in continua crescita come ipotizzato finora. E' quanto suggerisce lo studio pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society dal  gruppo di ricerca di Young-Wook Lee, della Yonsei University in Corea del  Sud.  Se questi risultati fossero confermati, segnerebbero un importante  cambiamento di  paradigma in cosmologia della scoperta  dell' energia oscura  fatta 27 anni fa. Negli ultimi tre  decenni, infatti,  gli astronomi hanno ritenuto che  l'universo si stesse espandendo a un ritmo sempre crescente, guidato da un fenomeno invisibile, chiamato energia oscura, che agisce come una sorta di antigravità allontanando le galassie sempre più velocemente. Questa conclusione, basata su misurazioni della distanza di galassie lontane mediante l' uso delle supernove di tipo la, utilizzate come fari cosmici, è valsa...

Il cervello ha cinque età, bambino fino a nove anni e a 32 è adulto

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  Il cervello attraversa cinque età, ognuna delle quali è legata a cambiamenti importanti nei quali le connessioni tra neuroni vengono  ridisegnate.  E' così che per il più complesso degli organi dell' i nfanzia si conclude intorno ai nove anni, seguendo l' inizio di una lunga adolescenza che solo a 32 anni entra nell' età adulta . Altri momenti cruciali avvengono a 66 e 83 anni . Lo indica la ricerca guidata da Alexa Mousley, dell' Università di Cambridge, pubblicata sulla rivista Nature Communications.  Come tutti gli organi, seppur in forme e modi diversi, anche il cervello è dinamico e le connessioni tra neuroni cambiano nel tempo. Trasformazioni che i ricercatori britannici hanno analizzato usando scansioni di Risonanza magnetica, grazie alle quali è stato possibile mappare le varie connessioni neurali fatte su 3.802 persone di età  compresa tra zero e novant'anni.  I dati hanno permesso di identificare dei veri e propri punti di svolta, alcuni d...

Le conseguenze della violenza sul cervello delle vittime

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  La violenza maschile sulle donne non lascia solo lividi e traumi emotivi: incide anche sul funzionamento del cervello, rendendo più difficile ricordare e comprendere le parole.  E' quanto emerge da uno studio del Centro di Ricerca Mente. Cervello e Comportamento dell' Università di Granada, che ha analizzato cosa accade in tempo reale nel cervello delle sopravvissute durante un compito di memoria.  Che cos'è la memoria verbale e perché è così importante?  I ricercatori si sono concentrati sulla memoria verbale , cioè la capacità di capacità di processare e ricordare le informazioni espresse attraverso il linguaggio verbale o scritto; parole, frasi o  istruzioni.  Una  funzione cognitiva che sta alla base di attività quotidiane come leggere o capire un testo, studiare, seguire una spiegazione, comunicare in modo efficace affrontare compiti scolastici o lavorativi.  Quando questa capacità è indebolita, tutto diventa più faticoso, imparare qualc...

L' ansia fa invecchiare l'ippocampo prematuramente

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  L' ansia nelle sue manifestazioni patologiche, può far invecchiare il cervello prematuramente. Una firma genetica legata a una forma di invecchiamento precoce è stata individuata  nella centralina delle emozioni e della memoria dei topi e umani affetti da una serie di disturbi legati all' ansia. L' ipotesi più avanzata dallo studio, pubblicato su Neuropsychopharmacology , è che una "ipermaturità" del cervello possa costituire "una firma molecolare" comune a molti disturbi psichiatrici e servire per le diagnosi o da obbiettivo per nuove terapie.  Più maturi del dovuto  Un gruppo di scienziati della Fujita Health University di Toyoake, in Giappone, ha individuato la firma di questa iper-maturità nell' espressione dei geni in topi affetti da vari disturbi neuropsichiatrici (come disturbo d' ansia generalizzato, depressione e schizofrenia) o da neurodegenerazione.  Il modo in cui i geni si esprimevano negli animali con queste condizioni era tip...

Il cervello si addormenta bruscamente, la svolta in quattro minuti

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  Il passaggio dalla veglia al sonno per il nostro cervello è tutt' altro che dolce: avviene in modo rapido, dopo un brusco cambiamento dell' attività elettrica dei neuroni che si verifica quattro minuti e mezzo prima dell' addormentamento vero e proprio.  Quel punto di vista può essere riconosciuto nell' elettroencefalogramma e permette di vedere con precisione quando inizierà il sonno: un informazione utile per diagnosticare e trattare disturbi del sonno come l' insonnia e sviluppare tecnologie che possano avvisare i conducenti in caso di sonnolenza al volante.  Potrebbe perfino contribuire a monitorare meglio l' anestesia e fungere da indicatore per la salute celebrale come dimostra lo studio dell' Imperial College di Londra pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience .  Il lavoro si basa sugli elettroencefalogrammi notturni di oltre mille volontari. I dati raccolti rielaborati matematicamente in un grafico rappresentano l'attività celebrale com...

La Brand Reputation di 4ward360: un Eccellente Modello di Innovazione e Impatto Sociale

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  Introduzione   La brand reputation è un elemento chiave per il successo di un’azienda e 4ward360 ne è un esempio lampante, riconosciuta come eccellenza italiana e internazionale nel campo delle nanotecnologie. La sua reputazione non solo definisce come l’azienda viene percepita dal pubblico, ma ha anche un impatto significativo sul valore economico dell’azienda stessa.   Eccellenza Tecnica   La reputazione di 4ward360 si fonda sulla sua eccellenza tecnica, caratterizzata da un impegno costante nell’innovazione e nella ricerca . È considerata pioniera nell’utilizzo delle nanotecnologie, avendo sviluppato prodotti unici e all’avanguardia grazie a ingenti investimenti in ricerca e sviluppo. Questa dedizione non solo la distingue dai concorrenti, ma la posiziona come leader di settore, alimentando una reputazione positiva tra clienti e partner commerciali.     Affidabilità Istituzionale   Un altro aspetto fondamentale de...

Così i nuovi pannelli solari alpini sfruttano la neve per ottenere energia pulita tutto l'anno

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  Chi vive in  montagna lo sa: la neve non è solo poesia. Quando si parla di pannelli solari alpini, quel manto bianco che rende i paesaggi incantanti può diventare un nemico. Troppa neve accumulata significa peso, rischio di danni infrastrutturali e soprattutto produzione energetica bloccata .  In Svizzera in gruppo di ricercatori dell'  Ecole Polytechnique Fèdérale de Lausenne (EPFL), e del Institute for Snow and Avalanche Reserach, i nsieme all' azienda austriaca Ehoch2, ha deciso di affrontare di petto questa sfida. Fare sì che i pannelli solari non temano più la neve , ma la usino a proprio vantaggio.  Heliopliant, il sistema che sfrutta il vento e neve per "autopulirsi" I l progetto battezzato Heliopliant, si basa su un' idea semplice quanto geniale: una struttura fotovoltaica verticale a forma di croce, con quattro superfici rivolte in posizioni diverse. Questa configurazione consente di ridurre al minimo l' accumulo di neve, allo stesso tempo, di sf...

Aggressività e autolesionismo hanno basi comuni nel cervello

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  Aggressività e comportamenti autolesionistici sono spesso collegati, e non è raro che si manifestano contemporaneamente nelle persone con storia di trauma infantile .  L' associazione tra questi due aspetti nel comportamento è nota nel tempo in ambito clinico, ma come sono connesse le due cose nel cervello? Una ricerca pubblicata su Science Advances ha individuato ora il circuito celebrale che collega questi due comportamenti, un percorso che viene profondamente modificato dopo un trauma.  La ricerca potrebbe avere un rilievo terapeutico e sociale, dato che entrambi i comportamenti sono un motivo importante di preoccupazione per le ricadute che hanno sull' individuo e sulla società.  Cervello fuori equilibrio  Studiando, il cervello di topi, gli scienziati del Centro per la Ricerca in Neurologia del Virginia Tech (Stati Uniti) hanno scoperto che i traumi in età precoce rendono iperattivi di neuroni lungo il percorso celebrale che collega il nucleo reunien...

Un gel bioispirato rigenera lo smalto dei denti

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  Sono positivi i primi test in laboratorio condotti su un nuovo gel bioispirato che rigenera lo smalto dei denti , promettendo una svolta del trattamento dell' ipersensibilità dentale e nella prevenzione della carie. I  risultati dello studio, ancora da confermare nei pazienti in carne e ossa, sono pubblicati su Nature Communications dai ricercatori dell' Università di Nottingham. Il gel può essere applicato rapidamente sui denti nello stesso modo in cui i dentisti applicano solitamente i trattamenti al fluoro. Tuttavia questo nuovo materiale a base proteica è privo di fluoro e agisce imitando le caratteristiche delle proteine naturali che guidano la crescita dello smalto durante l' infanzia. Una volta applicato il gel crea uno strato sottile e robusto che impegna, i denti riempendone buchi e crepe.  Funziona quindi come un' impalcatura , che assorbe ioni di calcio e fosfato della saliva e promuove la ricrescita controllata di nuovo minerale, in un processo chiama...

Bevitori cronici a rischio ictus anche in età non avanzata

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  Secondo uno nuovo studio, chi beve molto alcol quotidianamente rischio emorragie celebrali non solo in età avanzata. Chi consuma alcol potrebbe avare ictus gravi dieci anni prima rispetto a chi beve meno, secondo un nuovo studio.  Chi beve regolarmente tre o più alcolici al giorno aveva più probabilità di subire un' emorragia intracerebrale (un tipo di ictus spesso mortale causato da un' emorragia nel cervello) in forma più grave e più meno precoce rispetto a chi beveva meno, secondo lo studio.  Oltre al rischio di ictus i bevitori cronici, mostravano più spesso segni di malattia dei piccoli vasi sanguigni . Si tratta di un danno ai piccoli vasi sanguigni del cervello che aumenta il rischio di demenza.  I nostri suggerimenti che il consumo di alcol eccessivo non aumenta solo la gravità di un ictus emorragico, ma potrebbe anche accelerare i danni lungo termine ai piccoli vasi sanguigni del cervello , ha dichiarato in comunicato il dottor Edip Guro l, uno degli...

Le meduse sorprendono i ricercatori: memoria e curiosità anche senza cervello?

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  Studio in collaborazione tra l' Università di Trieste e L' Università di Padova  suggerisce  che anche sistemi nervosi "diffusi" possano sopportare comportamenti  complessi e  interesse per la novità.  Un gruppo congiunto di ricercatori dell' Università di Padova e dell' università di Trieste ha osservato comportamenti sorprendenti nelle meduse della specie Aurelia, comunemente nota come medusa quadrifoglio. I risultati dello studio pubblicati sulla rivista prestigiosa " Behavioral and Brain Sciences" , sollevano interrogativi affascinanti sull'origine della curiosità e  sulle possibilità che forme di cognizione emergano anche in assenza di un cervello centralizzato.  I risultati sono particolarmente interessanti spiega Cinzia Chiandetti, professoressa di neuroscienze cognitive del Dipartimento di Scienze della vita dell' Università di Trieste, perché questi animali sono considerati senza cervello : il loro sistema nervoso è organizzat...

In Russia l' esercito di Napoleone non fu decimato dal tifo

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  Nell' estate del 1812, quella che doveva essere la gloriosa invasione della Russia da parte dell' esercito di Napoleone Bonaparte, si trasformò in un' orribile sconfitta nella quale persero la vita 300.000 soldati. Fino ad oggi si pensava che ad aver decimato l'esercito fossero stati una combinazione di fattori quali freddo, fame e tifo.  Ora un team di ricercatori ha estratto il DNA dai denti di tredici soldati scoprendo tracce di due patogeni che causano febbre enterica e febbre ricorrente. I risultati sono stati pubblicati su Current Biology .  Pidocchi e febbre Per secoli gli storici si sono domandati cosa avesse contribuito a uccidere così tante decine di migliaia di soldati: l' ipotesi del tifo è stata rafforzata negli anni dalla scoperta di pidocchi i principali vettori della malattia sui corpi dei defunti e del DNA del batterio Rickettsia prowazekii, responsabile dell' infezione.  Tuttavia analizzando i denti di tredici soldati seppeliti a Vilnius...