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Rivoluzione nel Dna, non è inaccessibile come si credeva

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  Il DNA che si trova strettamente impacchettato nel nucleo delle cellule non è così inaccessibile come si pensava: anche nei punti considerati finora "spenti" perché troppo ripiegati su loro stessi, ci sono geni in parte attivi, grazie a un meccanismo che funziona come una manopola del volume  che come un interruttore. La scoperta pubblicata sulla rivista Nature , abbatte una teoria consolidata  da decenni e apre nuove spiegazioni nelle cause di malattie, tumori e invecchiamento. Il risultato ottenuto grazie a un nuovo strumento basato sull' intelligenza artificiale , si deve al gruppo di ricerca coordinato da Vijay Ramani del Gladstone Institutes di San Francisco e da Hani Goodarzi dell' Università della California e San Francisco.  Questo lavoro è straordinario apre un modo nuovo per capire la regolazione genetica, che è molto più fine di quanto si pensasse e va oltre a quello che finora ritenevamo chiaro. La scoperta chiarirà la scoperta dell' epigenetica, ...

L' intelligenza artificiale per anticipare l' ADHD: uno studio internazionale apre nuove prospettive

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  Milioni  di bambini nel mondo convivono con il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), ma di loro ricevono una diagnosi solo dopo anni dai primi segnali, perdendo l' opportunità di un supporto tempestivo che può cambiare il corso del loro sviluppo . Uno nuovo studio condotto dai ricercatori della Duke University Health potrebbe offrire uno strumento inedito per ridurre  questo divario.  Il team ha sviluppato un modello di intelligenza artificiale in grado di analizzare le cartelle cliniche elettroniche di routine quelle raccolte durante normali visite pediatriche per stimare con accuratezza il rischio che un bambino sviluppi l' ADHD, molto prima rispetto ai tempi tipici della diagnosi. La ricerca è stata pubblicata il 27 aprile sulla rivista Nature Mental Health .  L' approccio non richiede nuovi esami o procedure aggiuntive: sfrutta informazioni già disponibili nei sistemi sanitari, spesso trascurate perché frammentate o strutturate. Com...

Ma quindi le api sanno la matematica o no?

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  Negli ultimi anni si discute sempre più spesso dell' intelligenza delle api , e in  particolare della loro vera o presunta, capacità di contare o svolgere semplici operazioni matematiche . Era il 2017 quando uscì il primo studio che sosteneva che le api comprendessero il concetto di " zero ", ma la discussione si è accesa davvero nel 2021 quando un team dell' Università di Sheffield suggerì che le api avessero barato, e non conoscessero davvero la matematica.  Oggi un altro studio  pubblicato su  Proceedings  of The Royal Society B , ribalta ancora la prospettiva, sostenendo che le api sappiano davvero contare, e che chi dice che non sia vero lo fa troppo da un punto di vista antropocentrico.  La sequenza spaziale e le api  Uno degli indicatori più usati quando si tratta di studiare il rapporto tra le api e la matematica è la cosiddetta frequenza spaziale, che misura quanto spesso un pattern periodico si ripete in un' unità di spazio .  Ne...

Idrogeno solido: la svolta che aspettavamo per una mobilità più sicura e sostenibile

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  L' idrogeno potrebbe presto viaggiare in borsa, allo stato solido , senza i rischi legati alle altissime pressioni o alle temperature criogeniche.  Andrea Gatto professore ordinario  di Tecnologia Meccanica presso L' Università di Modena e Reggio Emilia (UniMoRe), coordina il team scientifico dietro il progetto Safeteasy, la tecnologia brevettata dalla start-up bolognese 01Green che punta a scardinare i limiti  logistici dell' idrogeno. I l principio della cattura del gas all' interno di reticoli solidi è noto ai laboratori di meccatronica da decenni: già a partire dagli anni settanta, Mercedes-Benz presentò i primi prototipi di veicoli alimentati a idruri metallici. Erano esperimenti pioneristici figli di una collaborazione con centri di ricerca d' avanguardia come il CEN, l' attuale ENEA, che già allora studiavano per intrappolare gli atomi di idrogeno tra le maglie dei metalli .  La struttura  molecolare del magnesio agisce come una spugna. Quando ...

I salmoni "fatti" di cocaina: la scoperta shock su come la droga nei fiumi ne altera il comportamento

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  Una delle ultime frontiere nello studio dell' inquinamento antropogenico è capire che gli effetti facciano le enormi quantità di droghe , farmaci , e altre sostanze che mettiamo nelle acque del pianeta, soprattutto nei pressi delle aree urbane. D i particolare interesse è la cocaina, che ha attirato l'attenzione più volte negli ultimi anni, l' ultima proprio pochi giorni fa. La cocaina concentrata nel salmone in uno studio pubblicato su Current Biology , analizza  per la prima volta gli effetti della polvere bianca su una popolazione selvatica di salmoni svedesi.  Non solo il laboratorio il test in ambiente reale  Il fatto che la popolazione studiata, che  vive nel lago Vattern, in Svezia fosse selvatica non è un dettaglio. Ci  sono diversi studi condotti in laboratorio che dimostrano come la cocaina abbia un effetto misurabile sull' aggressività degli animali acquatici, ma si tratta appunto di lavori svolti in un contesto controllato, nel  quale ...

Scoperto il meccanismo del cervello che ci fa rimandare i compiti spiacevoli

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  Si chiama avolizione o abulia ed è l' incapacità quasi totale di prendere delle  decisioni o iniziative: è un sintomo comune in disturbi come depressione , schizofrenia , e Parkinson e ne rende impossibile chi ne è affetto compiere anche le attività più banali (come forse una chiamata telefonica) se considerate spiacevoli.  Finora non era chiaro come il cervello trasformasse una scarsa motivazione in un vero e proprio blocco dell'azione, ora uno studio pubblicato su Current Biology ha individuato due aree celebrali che dialogano tra loro, frenando le decisioni .  L' esperimento  Per capire come funziona questo freno interno, i ricercatori hanno lavorato con alcuni macachi, addestrandoli a  svolgere due versioni diverse dello stesso compito. In una  l' esecuzione garantiva semplicemente una ricompensa, nell' altra al premio si aggiungeva un fastidioso soffio d' aria sul muso. Il risultato  è stato prevedibile: quando dovevano solo svolgere il c...

Addio colla: una nuova tecnologia rende i packaging di carta riciclabili al cento per cento

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  I sacchetti di carta dove imbustiamo spesa o compere sono totalmente riciclabili. Be' non proprio. La maggior parte degli i mballaggi in carta sono tenuti insieme con adesivi e colle sintetiche non proprio ecologiche, che impediscono un riciclo completo. Quattro istituti dell' organizzazione tedesca Fraunhofer-Gesellshalft hanno trovato una soluzione a questo problema, ideando un sistema che sfrutta le proprietà stesse della carta per trasformarla, utilizzando un laser a monossido di carbonio, in adesivo.  Adesivi sintetici addio, basta un laser  Per prima cosa gli studiosi hanno analizzato oltre trenta tipi di carta per mapparne la struttura e la chimica. Una volta individuata la tipologia di carta più adatta (ricca di componenti organici come cellulosa, emicellulosa e lignina, e povera di riempitivi inorganici come talco o carbonato di calcio.) hanno utilizzato un laser a monossido di  carbonio  per scaldare leggermente la superficie e far emergere le p...

Oceano Pacifico, una grande isola di plastica diventata l' habitat naturale di 46 animali invertebrati

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  Una grande isola di Plastica è stata scoperta nel Pacifico settentrionale. Questo isolotto è nato per effetto delle correnti che si trovano tra California e Hawaii . La cosa più curiosa è che su questo attollo sono state scoperte forme di vita.  L' accumulo si è formato a partire dagli anni ottanta, a causa dell' incessante inquinamento da parte dell'uomo  e dell' azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord  Pacifico, dotata di un particolare movimento a spirale in senso orario, il centro  di tale Vortice è una regione relativamente stazionaria  dell' Oceano Pacifico che permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi tra di loro nei primi strati della superficie oceanica. Questo accumulo viene informalmente chiamato con diversi nomi, tra cui "Isola  Orientale di Immondizia" o "Vortice del Pattume del Pacifico". A contribuire a questa formazione di detriti anche il terremoto e maremoto del Tohoku del 2011 che ha co...

La proteina chiave dell' Alzheimer si propaga attraverso i neuroni

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  La proteina chiave dell' Alzheimer , la proteina tau che forma grovigli nel cervello portando le cellule alla morte, riesce a propagarsi grazie ai neuroni stessi, spostandosi dall' uno all' altro e colonizzando aree diverse del cervello . Lo ha scoperto lo studio pubblicato  sulla rivista Neuron e guidato dall' Università dell' Alabama di Birmingham, che risolve così uno dei misteri principali che avvolgono questa malattia. I dati raccolti, confermano, dunque, che colpire questa proteina rappresenta una strategia fondamentale per rallentare o prevenire la progressione dell' Alzheimer.  La proteina tau funge da "impalcatura" interna dei neuroni, ma nelle persone affette da Alzheimer forma dei grovigli che compromettono la funzionalità delle cellule e finiscono per ucciderle. Più tali grovigli si diffondono, più la memoria viene colpita, ma finora non era chiaro il meccanismo che permette questa diffusione.  A scoprirlo sono stati i ricercatori coor...

Pinguini sentinelle dell' ambiente: rilevano la presenza di Pfas anche nelle aree più remote

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  Anche gli ecosistemi più remoti non sono al riparo dall' inquinamento . E' quanto emerge da uno studio condotto da University of New York California, Davis e State University of New York at Buffalo, che ha trasformato i pinguini di Magellano in veri e propri "tossicologici naturali". Grazie e piccoli sensori applicati alle zampe, questi animali hanno permesso di rilevare la presenza di PFAS anche lungo le coste della Patagonia Argentina, confermando la diffusione globale di queste sostanze. Sensori non invasivi per monitorare l' ambiente  La ricerca pubblicata sulla rivista Enviromnental Sustainability , ha coinvolto 54 pinguini durante le stagioni riproduttive tra il 2022 e il 2024. Gli animali sono stati dotati per pochi giorni di anelli con campionatori passivi in silicone, capaci di assorbire sostanze chimiche presenti nell' acqua, nell' aria e nelle superfici. Un approccio innovativo e non invasivo, che consente  di raccogliere dati senza alter...

Iniziamo ad avere un idea di quanto scaldano i data center che alimentano l' intelligenza artificiale e cloud

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  Sembrano passati secoli dall' Accordo di Parigi, quel trattato internazionale del 2015 in cui i Paesi delle Nazioni Unite si impegnavano a contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi rispetto all' era pre-industriale. Quella soglia è già stata superata temporaneamente nel 2024 e nel 2025, mentre alcune stime indicano che muovendosi verso il 2030 questi eccessi potrebbero diventare la norma. Eppure, invece di correre ai ripari, viviamo un momento in cui le principali potenze concentrano energie e investimenti sull' espansione dell' intelligenza artificiale e dei servizi cloud attività che richiedono enormi data center ad alto consumo di energia e acqua , con conseguenti emissioni, inquinamento acustico e impatti locali. Non solo il funzionamento dei server genera un forte riscaldamento dell' ambiente circostante, un effetto che i ricercatori di tutto il mondo stanno cercando di quantificare.  Comprendere gli effetti che queste strutture esercitano sull...

Piccoli bugiardi crescono: i bambini imparano a ingannarci già a dieci mesi ma è un buon segno

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  I bambini secondo ai mariti nel padroneggiare la sottile arte dell' inganno : dal fingere di non aver sentito un richiamo a tavola a dare la colpa al fratello delle proprie marachelle, i piccoli di casa imparano presto a destreggiarsi tra verità e bugie.   Secondo uno studio pubblicato su Cognitive Development , prima di quanto si pensi: a dieci mesi i lattanti sarebbero già in grado di mettere in atto le prime rudimentali forme di inganno, fingendo di non sentire i genitori o nascondendo qualche giocattolo.  E' importante sottolineare subito una cosa: i risultati sono frutto di esperienze riferite  da 750 genitori coinvolti nella ricerca, e come tali non totalmente affidabili. Gli autori hanno intervistato mamme e papà di bambini tra i dieci e i quattro anni provenienti da Regno Unito, Canada, USA e Australia.  Piccoli bugiardi crescono   Secondo quanto riferito dai genitori, l'inganno sarebbe una pratica frequente fin da pochi mesi di vita (alc...

Non solo gli esseri umani: anche i delfini cercano lo "sballo"

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  Non solo gli esseri umani: anche  alcuni animali sembrano cercare effetti simili allo "sballo", e tra questi potrebbe esserci anche i delfini .   Anche nel mondo animale esistono comportamenti sorprendenti: cavalli che ingeriscono piante allucinogene, elefanti attratti dalla frutta fermentata, o ancora le pecore che consumano licheni narcotici.  Secondo alcuni ricercatori  anche l'attrazione delle scimmie per i frutti ricchi  di zuccheri e alcol potrebbe spiegare almeno in parte, il nostro legame con l' alcol. A questa lista ora si aggiungono anche i delfini.  A mostrarlo sono immagini girate per il documentario della BBC "Spy in the Pod" , in cui alcuni delfini vengono osservati mentre interagiscono in modo insolito con i pesci palla. Questi animali producono una sostanza tossica come meccanismo di difesa, ma in piccole quantità può avere effetti particolari.   Un comportamento che fa discutere  Nel filmato i delfini non trattano ...

L' incoerenza morale risiede in un' area del cervello

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  L' incoerenza morale, ovvero il comportamento di chi non agisce secondo i principi che dichiara, è associata a una specifica area del cervello , la corteccia prefrontale ventromediale, la cui attività risulta ridotta durante le decisioni importanti . E' quanto emerge da uno studio guidato da Xiaochu Zhang della University of Science and Technology of China e della Guizhou Education University, insieme a Hongwen Song della University of Science and Technology of China, pubblicato sulla rivista Cell Reports .  La ricerca mostra che le persone che giudicano immorale un comportamento negli altri ma lo adottano per sé presentano una minore attivazione della vmPFC e una ridotta connessione con altre aree celebrali coinvolte nei processi decisionali e morali. Lo studio ha utilizzato tecniche di risonanza magnetica  funzionale per analizzare l' attività celebrale durante compiti in cui i partecipanti potevano scegliere tra onestà e guadagno economico. I soggetti erano inoltr...

Curiosity, scopre la roccia Timboy Chaco su Marte

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  Continuano le esplorazioni spaziali da parte del Rover Curiosity , il modello più attempato se pensiamo che è sulla superficie del Pianeta Rosso dal 2012, ma che continua a muoversi con agilità nonostante gli acciacchi del tempo. Il modello non ha quasi nulla da invidiare lato dotazione strumentistica rispetto al fratello più giovane, Perseverance, e proprio grazie ai suoi strumenti continua a regalare molte soddisfazioni ai ricercatori della NASA .  Di recente il Rover ha analizzato una parte di parete rocciosa segnata da cavità e increspature che sta  attirando molte attenzioni. L' immagine acquisita il 5 marzo 2026, mostra una formazione battezzata Timboy Chaco, situata sulle pendici del monte Sharp. Il Rover sta osservando quest' area da diversi mesi, concentrandosi  in questa fase su particolari strutture geologiche che il team della missione definisce boxwork formations.   Viste nell' orbita queste configurazioni ricordano vagamente una  ragnate...

Più si è amici, meno si invecchia. Il segreto svelato dai delfini

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  Più si è amici, meno si invecchia. Parola di delfino. Ma osservare le interazioni fra delfini può indicarci perfino un segreto che potrebbe essere utile anche agli esseri umani . Per esempio il fatto che se le amicizie, se forti e consolidate, permettono concretamente di vivere più a lungo. Per quasi quarant' anni i ricercatori del progetto SharkBayDolphins e dell' Università di Sydney New South Wales hanno costantemente monitorato un gruppo di tursiopi maschi nell' Indo-Pacifico registrando i loro sistemi sociali, le alleanze di supporto e la cooperazione, ma anche come si prendevano cura dei piccoli e il modo in cui stringevano relazioni forti tra loro. Da queste osservazioni sono poi passati oltre: hanno usato uno strumento  che porte dalla ricerca medica sull' uomo per applicarlo ai delfini, una sorta di "stimatore dell' orologio epigenetico" . In pratica è stato adattato il nostro orologio epigenetico, strumento che ci aiuta ad analizzare l'...

Depressione e ansia, l'intelligenza artificiale le individua da un questionario

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  Quarantadue domande su come ci sentiamo, se siamo stanchi, se il futuro ci spaventa, se ogni tanto ci manca il respiro senza motivo. Si chiama DASS-42 e lo compilano da decenni i pazienti che vanno dallo psichiatra . Niente di nuovo insomma. Finché un gruppo di ricercatori non ha deciso di farlo leggere a un algoritmo di intelligenza artificiale , ottenendo un' accuratezza superiore al 98 percento nel riconoscere ansia, stress e depressione percentuali che nel campo della salute mentale , non si erano mai viste.  Meglio di Freud? Lo studio pubblicato su Nature, ha coinvolto 400.000 mila persone. I ricercatori hanno addestrato diversi modelli di intelligenza artificiale sulle risposte al questionario, insegnando al computer a riconoscere i pattern associati ai disturbi dell' umore . Uno dei modelli testati ha raggiunto il 99,3 percento di accuratezza per la depressione, il 98,8 percento per lo stress e il 98,9 percento per l' ansia . Sono cifre alte per qualsiasi campo...

Perché il cervello di alcune persone non riesce a superare un lutto?

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  Il tempo cura tutto è una frase che chi ha subito un lutto da poco di sente ripetere da amici, conoscenti, e che nasconde una profonda verità : nella maggior parte dei casi dopo la perdita di una persona cara si soffre, ci si dispera, ma che con il tempo chi prima, chi poi, si torna a sorridere .  A volte il dolore non viene superato e si trasforma in disturbo da lutto prolungato (in inglese prolonged grief disorder, PGD) , una patologia inserita dal 2018 nell' ICD-11, il sistema di classificazione globale delle malattie dell' OMS.  Attivati dopo la morte Una revisione pubblicata su Trend in Neurosciences ha cercato di capire se sia corretto definire il PGD una patologia, confrontando l' attività celebrale di persone affette e non affette da PGD. Dai diversi studi rivisti è emerso che il cervello di chi non riesce ad elaborare il lutto funziona in modo diverso, e che alcune reti neurali si comportano in modo anomalo. Il nucleus  accumbens, per  esempio un...

PetPhone, come funziona lo smartphone per animali domestici

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  Si chiama non a caso PetPhone il  dispositivo che si presenta come il primo vero smartphone per  animali domestici , visto che apre a una comunicazione a doppia via tra cane  o  gatto e il  suo amico umano. Da fissare al collare, questo piccolo apparecchio può essere agganciato anche a una videocamera e può fornire  altre funzionalità come la geolocalizzazione del pet e monitorare lo stato di salute grazie all' intelligenza artificiale  opportunamente addestrata per lo scopo.   Come funziona il PetPhone  PetPhone è quindi un vero e proprio smartphone da agganciare al collo dell' animale domestico che può  ricevere chiamate al telefono dal padrone, ma anche per effettuarle. Nel primo caso basterà chiamare il device dell' app per far sentire la propria voce a cane o gatto, per esempio per rassicurarlo nel caso in cui sia in arrivo un temporale o per un semplice e breve saluto. Nel secondo caso si può addestrare il pet a avv...

E' online la ChatGpt del Dna, scrive e analizza sequenze genetiche

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  Una ChatGpt del Dna capace di analizzare e riscrivere  intere sequenze di codice genetico, identificare mutazioni all' origine di malattie dei geni umani e progettare nuovi genomi.   E' il modello di Intelligenza Artificiale Evo 2 addestrato sul DNA di 128.000 specie e sviluppato da Arc Institute e di Nvidia, con le università californiane di Stanford Berkeley e San Francisco, che dopo essere stato rilasciato nel febbraio 2025 è ora stato pubblicato  anche sulla rivista Nature .  Basato sul  suo precedente Evo 1, che era stato addestrato interamente su genomi di organismi unicellulari, Evo 2 è il più grande modello di intelligenza artificiale in biologia   mai realizzato fino ad oggi, addestrato su nove mila miliardi di nucleotidi, le singole lettere che compongono le sequenze del Dna.  Il nostro sviluppo di Evo 1 e Evo 2  rappresenta  un momento chiave  nel campo emergente della biologia generativa  ha  permesso...