La storia di Moko, il delfino che parlava ai giganti del mare
Tutto ha inizio nel 2008 a Mahia Beach quando due capodogli si spiaggiano su una secca letale e, dopo ore di tentavi falliti da parte dei soccorritori oramai arresi all' inevitabile , il giovane tursiope Moko interviene spontaneamente. Dal punto di vista biologico, questo salvataggio interspecifico è stato guidato dal biosonar del delfino (un sistema di eco localizzazione a onde sonore ad alta frequenza) , capace di mappare il mare e intercettare le grida di stress dei cetacei . L' altruismo di Moko non era un miracolo emotivo ma l' espressione di "allomaternità" tipica dei tursiopi, mammiferi marini spinti da istinti evolutivi a proteggere e soccorrere gli individui vulnerabili di qualsiasi specie. Moko rientrava nella rara categoria etologica dei "delfini solitari sociabili", esemplari che anomalie biologiche ignote abbandonano il proprio branco e deviano il loro innato bisogno di interazione sociale verso l' uomo. I suoi comportamenti...