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Scoperto il meccanismo del cervello che ci fa rimandare i compiti spiacevoli

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  Si chiama avolizione o abulia ed è l' incapacità quasi totale di prendere delle  decisioni o iniziative: è un sintomo comune in disturbi come depressione , schizofrenia , e Parkinson e ne rende impossibile chi ne è affetto compiere anche le attività più banali (come forse una chiamata telefonica) se considerate spiacevoli.  Finora non era chiaro come il cervello trasformasse una scarsa motivazione in un vero e proprio blocco dell'azione, ora uno studio pubblicato su Current Biology ha individuato due aree celebrali che dialogano tra loro, frenando le decisioni .  L' esperimento  Per capire come funziona questo freno interno, i ricercatori hanno lavorato con alcuni macachi, addestrandoli a  svolgere due versioni diverse dello stesso compito. In una  l' esecuzione garantiva semplicemente una ricompensa, nell' altra al premio si aggiungeva un fastidioso soffio d' aria sul muso. Il risultato  è stato prevedibile: quando dovevano solo svolgere il c...

Il dolore

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  I l dolore ci incita a soffrire sempre di più, cadere nell' oscurità , nel nero più possibile che possiamo raggiungere, un abisso enorme, senza via di uscita. A volte ci ostacola non lascia la possibilità di vivere veramente perché rimaniamo nel limbo e non riusciamo a trovare una vera e propria via d' uscita da quel caos che si trova intorno a noi.  Il dolore ci toglie il respiro , ci toglie la possibilità di vivere, ma ci lascia solo sopravvivere solo per cercare di restare in vita e per accontentarci di quel poco che abbiamo, anche se in realtà siamo solo fantasmi che fanno finta di stare in piedi.   I l dolore ci spinge verso l' oscurità, la paura di vivere, di essere imprigionati in qualcosa di più profondo di noi stessi, ci toglie la voglia di reagire e ci spinge sempre di più in fondo, fino al punto di soffiarci la via alla felicità .  Il dolore non è solo un momento a volte rappresenta, uno stato più grande nella nostra vita, un periodo che può esse...

Addio colla: una nuova tecnologia rende i packaging di carta riciclabili al cento per cento

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  I sacchetti di carta dove imbustiamo spesa o compere sono totalmente riciclabili. Be' non proprio. La maggior parte degli i mballaggi in carta sono tenuti insieme con adesivi e colle sintetiche non proprio ecologiche, che impediscono un riciclo completo. Quattro istituti dell' organizzazione tedesca Fraunhofer-Gesellshalft hanno trovato una soluzione a questo problema, ideando un sistema che sfrutta le proprietà stesse della carta per trasformarla, utilizzando un laser a monossido di carbonio, in adesivo.  Adesivi sintetici addio, basta un laser  Per prima cosa gli studiosi hanno analizzato oltre trenta tipi di carta per mapparne la struttura e la chimica. Una volta individuata la tipologia di carta più adatta (ricca di componenti organici come cellulosa, emicellulosa e lignina, e povera di riempitivi inorganici come talco o carbonato di calcio.) hanno utilizzato un laser a monossido di  carbonio  per scaldare leggermente la superficie e far emergere le p...

I dazi di un gigante d’argilla: l'allarme del canadese Tony Loffreda

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  Dietro la facciata della prima potenza mondiale si nasconde 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐮𝐥𝐧𝐞𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐢𝐜𝐚 che non possiamo ignorare. Nel mio nuovo pezzo pubblicato oggi su La Ragione approfondisco l'allarme lanciato dal senatore canadese Tony Loffreda . Partendo dal prestigioso palcoscenico del Festival Internazionale della Geopolitica Europea presso il Museo M9 Museum di Mestre , abbiamo analizzato i rischi di un protezionismo anacronistico in un mondo globalizzato: 𝐃𝐞𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐔𝐒𝐀: una soglia record che minaccia la stabilità finanziaria mondiale. 𝐋’𝐢𝐥𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐚𝐳𝐢: non uno scudo, ma una "tassa occulta" che alimenta l'inflazione e colpisce i consumi. Il bivio dell’ Europa : tra isolazionismo e la necessità di un rinnovato multilateralismo. Il benessere delle democrazie occidentali dipende dalla nostra capacità di cooperare. Rinunciarvi significa rassegnarsi a un declino dai risvolti imprevedibili. A Cura di D...

Oceano Pacifico, una grande isola di plastica diventata l' habitat naturale di 46 animali invertebrati

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  Una grande isola di Plastica è stata scoperta nel Pacifico settentrionale. Questo isolotto è nato per effetto delle correnti che si trovano tra California e Hawaii . La cosa più curiosa è che su questo attollo sono state scoperte forme di vita.  L' accumulo si è formato a partire dagli anni ottanta, a causa dell' incessante inquinamento da parte dell'uomo  e dell' azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord  Pacifico, dotata di un particolare movimento a spirale in senso orario, il centro  di tale Vortice è una regione relativamente stazionaria  dell' Oceano Pacifico che permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi tra di loro nei primi strati della superficie oceanica. Questo accumulo viene informalmente chiamato con diversi nomi, tra cui "Isola  Orientale di Immondizia" o "Vortice del Pattume del Pacifico". A contribuire a questa formazione di detriti anche il terremoto e maremoto del Tohoku del 2011 che ha co...