Nel 2025, l’industria canadese del la c olza, l’ olio di colza è chiamato “canola oil” che in italiano è definito olio di canola , si trova a un bivio cruciale, stretta nella morsa delle tensioni geopolitiche e delle politiche protezionistiche internazionali . Le tariffe imposte dalla Cina , che hanno raggiunto il 75,8% sul seme di canola e addirittura il 100% sull’olio e sui panelli di canola, hanno riscritto le regole del commercio globale per il settore agricolo canadese . Il dazio del 100% sull’olio di canola Tuttavia, da questa crisi è emersa anche un’opportunità: ripensare le catene di approvvigionamento , diversificare i mercati di sbocco e riaffermare il ruolo del Canada come leader nella resilienza agroalimentare . I dazi cinesi, introdotti ad agosto 2024 e finalizzati nel marzo 2025, non sono stati semplici misure economiche, ma strumenti strategici in una più ampia guerra commerciale...
Solo quattro anni fa in Afghanistan, una donna poteva decidere di candidarsi alla presidenza, fare sport o frequentare l' università. Oggi, nulla di tutto questo è possibile. Con il ritorno al potere dei Talebani, il 15 agosto del 2021; hanno già smantellato le fragilissime e scarsissime libertà conquistate dalle donne nel Paese: anche prima dell' avvento dei Talebani, sotto la Repubblica Islamica l' Afghanistan si collocava fra gli ultimi posti al mondo per la parità di genere, anche se si era registrato un timido progresso per quanto riguarda, i diritti delle donne. Oggi, secondo il Gender Inequality Index , un indice per la misurazione della disparità di genere, istituito dal Programma delle Nazioni Unite (UNDP) . Si è scoperto che l' Afghanistan presenta il terzo divario di genere più grande al mondo , dopo lo Yemen (al primo posto) e la Nigeria, in materia di salute, istruzione, inclusione finanziaria e processo decisionale. Nel giugno del 2025, in un rappor...
Una proposta di legge arriva in Senato, per vietare la macellazione di cavalli , pony, asini e muli riconoscendoli ufficialmente come a nimali d' affezione . Un passo definito storico da associazioni animaliste e sostenuto da più forze politiche. I l disegno di legge prevede pene più severe per chi alleva equini destinati alla macellazione: si parla di reclusione fino a tre anni e multe che possono arrivare fino a cento mila euro , con sanzioni ancora più dure se la carne viene immessa sul mercato. Tra le novità anche l' obbligo di registrazione di tutti gli equidi con microchip e la creazione di un fondo economico per aiutare gli allevamenti a riconsentirsi. Negli ultimi anni il numero di cavalli macellati in Italia è già in calo, ma la battaglia per fermare definitivamente questa pratica continua.
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