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I giudizi altrui

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  Quando siamo piccoli a volte non ci rendiamo conto delle ferite che gli altri possono infliggerci sia gravi, ma pensiamo solo al fatto che quello che viene detto attraverso il bullismo o le cattiverie siano le cose  giuste che meritiamo, e il miglior trattamento per noi stessi. Perché ci feriscono ma per noi hanno anche un profondo di verità, per quanto riguarda il nostro aspetto, o il nostro comportamento.  Ma non ci rendiamo conto che sono solo giudizi a volte inutili e privi di fondamento, come gli attacchi online , perché spesso sono frutto di persone che si credono migliori di noi oppure semplicemente hanno bisogno di offendere gli altri per occupare il loro prezioso tempo. Quando man a mano che si cresce i giudizi continuano a essere parte della nostra vita anche se è passato molto tempo, perché quelle ferite anche se passeranno gli anni continueremo a portacele dentro come uno zaino pesantissimo.  Spesso quegli stessi giudizi ci inducono a cambiare per p...

Un giovane europeo su due utilizza l' intelligenza artificiale come confidente

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  Un' indagine condotta da Ipsos Bva, commissionata dall' autorità francese per la protezione dei dati  personali Cnil, ha rilevato che circa un giovane europeo su due utilizza chatbot di intelligenza artificiale per discutere di  questioni intime o personali . I l rapporto evidenzia che il 51 percento di 3.800 ragazzi nella fascia d' età tra gli undici e i 25 anni, considera più semplice affrontare temi legati alla salute mentale con un interfaccia digitale rispetto a un colloquio con un professionista sanitario. Degli intervistati, solo il 49 percento ha interpellato operatori umani e il 37 percento gli psicologi.  La disponibilità costante dei chatbot, percepiti come consiglieri di vita dal 60 percento del campione che va  a colmare un vuoto lasciato dalle reti di di supporto tradizionali , scrive il sito di The Next Web che cita lo studio.  Nell' ultimo anno sono cresciute le preoccupazioni relative all' impatto psicologico degli strumenti di intel...

"Infanzia tradita": per i bambini con disturbi post traumatici il 40% dei legami è fonte di dolore

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Grazie a un' indagine qualitativa condotta da un gruppo di psicologi e psicoterapeuti olandesi, è stato aggiunto un nuovo tassello nella ricerca sugli effetti del trauma in età evolutiva. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of Child and Adolescent Trauma ha esplorato la percezione che hanno i bambini con disturbo post traumatico da stress (PTSD) hanno della propria rete sociale e dal sostegno che da essa ricevono. Un aspetto da non sottovalutare, perché il supporto morale è considerato cruciale nel recupero dopo un evento traumatico , ma ancora poco si sa su come funzioni - o si inceppi - nei più piccoli vittime di v iolenza domestica , abuso o altre forme di trauma interpersonale cronico.  I ricercatori hanno intervistato dieci bambini di età compresa tra gli 8 e i 12 anni, tutti segnalati per un trattamento psicoterapeutico specializzato dopo aver subito un trauma interpersonale. Nove di loro avevano assistito o subito violenza da parte del padre , mentre un c...

Rivoluzione nel Dna, non è inaccessibile come si credeva

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  Il DNA che si trova strettamente impacchettato nel nucleo delle cellule non è così inaccessibile come si pensava: anche nei punti considerati finora "spenti" perché troppo ripiegati su loro stessi, ci sono geni in parte attivi, grazie a un meccanismo che funziona come una manopola del volume  che come un interruttore. La scoperta pubblicata sulla rivista Nature , abbatte una teoria consolidata  da decenni e apre nuove spiegazioni nelle cause di malattie, tumori e invecchiamento. Il risultato ottenuto grazie a un nuovo strumento basato sull' intelligenza artificiale , si deve al gruppo di ricerca coordinato da Vijay Ramani del Gladstone Institutes di San Francisco e da Hani Goodarzi dell' Università della California e San Francisco.  Questo lavoro è straordinario apre un modo nuovo per capire la regolazione genetica, che è molto più fine di quanto si pensasse e va oltre a quello che finora ritenevamo chiaro. La scoperta chiarirà la scoperta dell' epigenetica, ...

L' intelligenza artificiale per anticipare l' ADHD: uno studio internazionale apre nuove prospettive

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  Milioni  di bambini nel mondo convivono con il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), ma di loro ricevono una diagnosi solo dopo anni dai primi segnali, perdendo l' opportunità di un supporto tempestivo che può cambiare il corso del loro sviluppo . Uno nuovo studio condotto dai ricercatori della Duke University Health potrebbe offrire uno strumento inedito per ridurre  questo divario.  Il team ha sviluppato un modello di intelligenza artificiale in grado di analizzare le cartelle cliniche elettroniche di routine quelle raccolte durante normali visite pediatriche per stimare con accuratezza il rischio che un bambino sviluppi l' ADHD, molto prima rispetto ai tempi tipici della diagnosi. La ricerca è stata pubblicata il 27 aprile sulla rivista Nature Mental Health .  L' approccio non richiede nuovi esami o procedure aggiuntive: sfrutta informazioni già disponibili nei sistemi sanitari, spesso trascurate perché frammentate o strutturate. Com...