Non chiamatelo "gatto": il colocolo è un raro predatore sudamericano che sfida i deserti
Non dire gatto
Scoperto e descritto per la prima volta in Cile nel 1782, il colocolo venne inizialmente classificato nel genere Felis, lo stesso del gatto domestico. Svariate revisioni portarono nel 2005 a una conclusione definitiva: il colocolo venne inserito nel genere Leopardus. La cosa curiosa è che il leopardo non c'entra nulla con questo genere, e il suo nome scientifico è Panthera pardus.
Cinque specie
Difficile da osservare in natura, riconoscibile soprattutto dalle tre strisce nere che porta sulle zampe anteriori, il colocolo ha però un areale molto vasto, e soprattutto occupa moltissimi ambienti diversi: lo si trova in cima alle Ande come in zone con clima mediterraneo e persino deserti, e distribuito tra Cile, Argentina, Brasile, Ecuador, Paraguay, Uruguay e Perù. La spiegazione è che il colocolo è una delle probabilmente cinque specie di quello che viene chiamato genericamente "gatto pampas".
L' intervento dell' uomo nel bene e nel male
L' ampia distribuzione del colocolo o degli altri gatti delle pampas, e il fatto che vivano in ambienti spesso estremi, non ha impedito loro di rimanere vittime dei "soliti problemi" legati all' uomo: degradazione, distruzione dell' habitat, ma anche caccia e uccisioni fatte per vendetta, visto che il colocolo per quanto timido, non disdegna di infilarsi nei pollai. Ecco perchè in particolare negli ultimi anni, diversi gruppi che si occupano di conservazione, tra cui il succitato Small Wild Cat Conservation Fondation, stanno lavorando per attirare l' attenzione su questi felini, e proteggerli efficacemente.
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