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Sta in pochi millimetri il primo laser ultraveloce su chip

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  Occupa decine di millimetri il primo laser ultraveloce integrato su chip , in grado di competere per potenza e rapidità degli impulsi con dispositivi molto più ingombranti e costosi. Pubblicato sulla rivista Nature , il risultato ottenuto da ricercatori del Politecnico Federale di Losanna in Svizzera, apre la strada a dispositivi portatili in grado di sfruttare finalmente impulsi laser rapidissimi, che durano pochi milionesimi di miliardesimo di secondo: ad esempio per rivelare agenti inquinanti, individuare difetti nascosti nei materiali o eseguire diagnosi mediche, ma potrebbe portare anche a orologi atomici compatti per i sistemi di comunicazione e navigazione del futuro.  Per oltre vent' anni un laser ultraveloce ad alta energia su chip è stato ampiamente considerato il sacro Graal della fotonica integrata, commenta Tobias Kippenberg, che ha coordinato lo studio, il nostro risultato dimostra non solo che è possibile, ma che può essere realizzato con un architettura so...

Il valore delle competenze per riscrivere la geopolitica

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  Il riconoscimento delle competenze e la tutela d elle professionalità non sono solo questioni di natura giuslavorista , ma pilastri fondamentali per lo sviluppo e la stabilità dei territori. Il caso di Assoeuro - Associazione Italiana Europrogettisti - EU Project Manager e la diffida nei confronti di ANCI Emilia-Romagna – legata al tema della consulenza professionale gratuita – superano i confini della cronaca associativa per diventare un vero e proprio modello d'analisi. Una vicenda esemplare che oggi si trasforma in un caso studio per l' Istituto Italiano di Studi Strategici “Niccolò Machiavelli” . Nel mio nuovo approfondimento pubblicato per l'Istituto, 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢 (𝐞, 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐟𝐢𝐜𝐨, 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚) 𝐬𝐢𝐚 𝐮𝐧 𝐭𝐚𝐬𝐬𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐬𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐜𝐚, 𝐞...

Perché sotto stress il cervello si inceppa?

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  Nelle situazioni di stress intenso il cervello sembra meno efficiente nell' effettuare inferenze, cioè nel dedurre nuove conclusioni a partire da indizi e informazioni apprese in precedenza. In modo e nell' altro, ne abbiamo fatto tutti esperienza , ma ora un gruppo di scienziati ha osservato in diretta il processo alla base di questa "debolezza" . Le loro scoperte sono state pubblicate su Nature Advances .  Il superpotere dell' integrazione: come la mente unisce i puntini  Per unire i pezzetti di informazioni preesistenti a elementi nuovi, appena appresi, il cervello compie un processo cognitivo chiamato di integrazione . Un esempio? Proteste ricordare che il vostro amico adora gli ombrelli dai colori vivaci, e vedere un ombrello giallo brillante all' interno di un ristorante dove di solito vi incontrate: l' integrazione tra questi due fatti potrebbe portare il vostro cervello a dedurre che il vostro amico è arrivato all' appuntamento prima di vo...

La storia di Moko, il delfino che parlava ai giganti del mare

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  Tutto ha inizio nel 2008 a Mahia Beach quando due capodogli si spiaggiano su una secca letale e, dopo ore di tentavi falliti da parte dei soccorritori oramai arresi all' inevitabile , il giovane tursiope Moko interviene spontaneamente.  Dal punto di vista biologico, questo salvataggio interspecifico è stato guidato dal biosonar del delfino (un sistema di eco localizzazione a onde sonore ad alta frequenza) , capace di mappare il mare e intercettare le grida di stress dei cetacei .  L' altruismo di Moko non era un miracolo emotivo ma l' espressione di "allomaternità" tipica dei tursiopi, mammiferi marini spinti da istinti evolutivi a proteggere e soccorrere gli individui vulnerabili di qualsiasi specie.    Moko rientrava nella rara categoria etologica dei "delfini solitari sociabili", esemplari che anomalie biologiche ignote abbandonano il proprio branco e deviano il loro innato bisogno di interazione sociale verso l' uomo.  I suoi comportamenti...

Entro il 2030 l' Intelligenza Artificiale consumerà l' acqua usata 1,3 miliardi di persone

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  Entro il 2030 l' intelligenza artificiale consumerà l' acqua necessaria a 1,3 miliardi di persone, l' intera popolazione dell' Africa subsahariana , e ben 945 terawattora di elettricità , il triplo di quella usata dalle 650 milioni di persone che vivono tra Pakistan, Bangladesh e Nigeria messe insieme. A dirlo è il rapporto dell' Onu su "Costo Ambientale del consumo energetico dell' intelligenza artificiale: impronta di carbonio, acqua e suolo," che sottolinea come l' intera filiera dell' intelligenza artificiale, dalla costruzione di data center, al suo uso normale fino ai rifiuti elettronici, richieda una guida.  Questo rapporto non è un accusa contro l' intelligenza artificiale, una trasformazione tecnologica che sta migliorando la vita di miliardi di persone in tutto il mondo, ma un appello a un suo utilizzo responsabile e ad affrontare in modo proattivo i suoi impatti indesiderati, per renderla sostenibile ed equa, ha detto Kaveh...