Telefoni buttati e scarti di carta diventano energia pulita
Tutto questo parte da un gruppo di ricerca della Shenyang Agricultural University, che ha messo a punto un processo capace di recuperare metalli come nichel e cobalto delle batterie esauste dei telefoni cellulari. Ci si basa sulla sintesi idrotermale, dove i metalli vengono estratti e successivamente combinati con carbonio ricavato dalla lignina industriale. Come risultato abbiamo un materiale composito formato da solfuri di nichel e cobalto integrati in una matrice carboniosa.
In pratica non ci troviamo di fronte a un semplice riciclo, ma a un riutilizzo ad alto valore aggiunto. Tecnicamente parlando, la linguina funge da rivestimento carbonioso migliorando la conducibilità elettrica e contribuendo alla stabilità strutturale dell' elettrodo, mentre i solfuri metallici recuperati, offrono i siti attivi necessari per l' accumulo degli ioni di sodio. Pensate che nei test di laboratorio, l' anodo ha superato una capacità iniziale di scarica di 1.000 milliampereora per grammo, mantenendo prestazioni solide anche a densità di corrente elevate, dunque in condizioni di carica e scarica rapide.
Le batterie al sodio non sono una novità e da tempo che se ne parla come un' alternativa interessante al litio, grazie alla maggiore abbondanza e al costo più contenuto del sodio. Naturalmente, se non state adottate un problema ci sarà: le criticità sono legate al materiale degli elettrodi, che spesso sono meno efficienti rispetto alla controparte al litio. Ecco che la nuova soluzione va a risolvere i due problemi ambientali in uno solo, visto che riduce l' impatto dei rifiuti elettronici e valorizza uno scarto industriale.
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