La mutilazione genitale femminile: la svolta della Colombia

 



Si tratta del primo Paese dell' America Latina a vietare per legge questa pratica che viola i diritti delle bambine. Circa vent' anni fa una neonata delle comunità indigena Emberà, in Colombia dopo aver subito una mutilazione genitale femminile. 

La sua morte fece emergere un fenomeno di cui si portava ancora pochissimo. Solo in Colombia, secondo i dati UNFPA tra il 2020 e il 2025, sono stati registrati 204 casi. Il 56 percento delle vittime aveva tra o e 5 anni. 

La mutilazione veniva praticata soprattutto su neonate e bambine molto piccole, spesso da donne della famiglia e levatrici della comunità. 

L' obbiettivo era quello di controllare la sessualità femminile. Dopo anni di lotta, il 10 giugno 2026 il Senato colombiano ha approvato "Ninas sin Ablaciòn".

Una legge nota soprattutto per prevenire, tutelando le bambine e promuovendo un profondo cambio culturale. 

Si tratta del primo Paese dell'  America Latina ad avere una legge specifica sul tema: un passo storico per far sì che nessuna bambina debba subire tale violenza. 

La nuova legge punta non solo a fermare la pratica, ma anche a prevenirla attraverso educazione, dialogo con la comunità e tutela della salute delle bambine

Commenti

Post popolari in questo blog

Depressione e ansia, l'intelligenza artificiale le individua da un questionario

PetPhone, come funziona lo smartphone per animali domestici

Crisi e rinascita dell’olio di canola canadese: l’impatto delle tensioni con la Cina sul mercato globale