In Iran sempre più donne stanno sfidando l' obbligo dell' hijab
Durante la guerra, i controlli sul velo sono passati in secondo piano. Ora il regime torna a chiedere il pugno duro, ma la disobbedienza non si ferma.
Soprattutto in città come Teheran, Isfahan e Shiraz, negli ultimi mesi sempre più donne sono tornate a uscire senza hijab, sfidando le regole delle autorità.
Alcune sono state viste anche durante manifestazioni filo-governative e sui media statali, oltre che sui social network.
A quattro anni dalla morte di Mahsa Amini, il movimento "Donna, vita e libertà" continua a lasciare un segno profondo.
Ora però i conservatori chiedono nuovamente il pugno duro. Nelle ultime settimane decine di bar, ristoranti e negozi accusati di non far rispettare le regole sull' abbigliamento sono stati chiusi.
Diversi account social sono stati bloccati, mentre i media statali continuano ad accusare le donne senza hijab di minare la società.
Il regime continua a colpire anche casi simbolici, come è accaduto a giugno a Parastoo Ahmadi: cantante israeliana condannata a 74 frustate e al divieto di lasciare il paese per due anni dopo essere apparsa in streaming con capelli sciolti e spalle scoperte.
Ma nonostante tutto la disobbedienza continua: soprattutto le giovani donne scelgono sempre più spesso di non lasciarsi intimidire dai controlli e dalle minacce del regime.
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