Nel Regno Unito vietano la pubblicità del cibo spazzatura ai bambini

 



Lo chiamano genericamente  "junk food", "cibo spazzatura", ma la verità e neanche noi sappiamo cosa significhi. Ce lo insegna il Regno Unito, che vieta per legge di pubblicizzare alimenti nocivi  per la salute  dei bambini.  E no, non intende solo hamburger e patatine. Perché  i cibi ultra processati, quelli che è riconosciuto che facciano male, fanno parte del nostro quotidiano  molto più di quanto pensiamo. 

E così il cibo spazzatura è già nel nostro frigorifero, senza che  ce  ne accorgiamo,  aiutato anche da immagini invoglianti,  amichevoli,  rassicuranti trasmesse dalle  pubblicità. A noi, ma soprattutto  e  molto più  gravemente ai più piccoli. Che non sono per nulla al sicuro, né  dalle malattie  derivate da una cattiva alimentazione, né tanto meno dall' obesità infantile,  che dilaga in tutto il mondo come  mai prima d' oggi, soprattutto in Occidente. 

Non è uno scherzo, ma un problema molto  serio. In Europa un bambino su quattro  è in sovrappeso, in  Italia uno  su dieci soffre di  obesità. La questione,  sia chiaro,  tutt' altro che estetica: come dice l' Istituto Superiore di Sanità, l' eccesso  di peso è la principale causa di morte  e disabilità  della  Regione Europea, e causa 1,2  milioni  di decessi all' anno, perché aumenta il   rischio di malattie cardiovascolari, diabete mellito di tipo 2 e tumori. 

La decisione del Regno Unito sul cibo spazzatura 

Così il Regno Unito ha deciso di prendere provvedimenti, e di farlo in maniera concreta. Non solo campagne per  un' alimentazione più sana, ma soprattutto stop  alle  campagne pubblicitarie di cibo non salutare. Almeno non in fascia protetta. Fino alle 21 le tv inglesi non potranno trasmettere pubblicità   di  cibo spazzatura, e il divieto diventa totale quando si parla dell' online. Le norme ampiamente  annunciate (tanto che  in realtà le emittenti televisive si erano già  adeguate da mesi) e oggi applicate in  via ufficiale, riguardano, come dicevano,  molto più  che  patatine  fritte e hot dog sono tredici, infatti le categorie di prodotti incluse nel provvedimento, e  tra loro ci sono anche alcuni insospettabili.

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