Perché continuiamo a riaprire porte ormai chiuse?

 



Smettila di riaprire porte che  la  vita ha già chiuso cosa significa davvero? Questa frase parla di tutte le situazioni del  passato  che continuiamo a trattenere, anche se sono finite possono essere: 

  • Relazioni chiuse
  • amicizie finite male
  • errori che  non si riesce a perdonarsi
  • occasioni mancate che si ripassano in testa mille volte. 
Dietro  ci sono  spesso emozioni irrisolte: rabbia, desiderio di rivincita, durezza eccessiva verso se stessi. Emozioni che  continuano a consumare  energie senza portare crescita,  lasciando incastrati in qualcosa che non esiste più. Quella  porta è chiusa, ma resta l' abitudine a ritornare lì, mentalmente, come se un giorno all' improvviso potesse  aprirsi da sola. 

Perché il passato trattiene così tanto: emozioni che non lasciano andare 

Riaprire continuamente quella porta  significa rimanere prigionieri del rimugino. La mente torna agli stessi episodi, alle frasi dette o non dette, a ciò che  sarebbe  potuto andare  diversamente. Così  si alimentano: 
  • Rabbia e rancore: verso gli altri, o verso se stessi
  • un forte bisogno di rivalsa, come se il valore personale dipendesse da una rivincita
  • una severità continua: verso le proprie scelte passate
Tutto ciò impedisce divedere il presente  con lucidità. Le energie vengono spese nel tenere vivo qualcosa che non c'è più, anziché nel costruire ciò che verrà. Non è semplice  pensarci ogni  tanto: è restare ancorati a persone  e situazioni che  non appartengono più, che non chiedono più riposte ma  solo pace. 

Lasciare andare  non è negare: è scegliere la pace e non la punizione 

Lasciare andare non significa fare finta che nulla sia successo. Al contrario significa riconoscere ciò  che è stato,  accettare che alcune storie siano finite e che non tutto per forza debba avere un seguito. Alcuni capitoli della vita non chiedono altre spiegazioni, ma una forma di  pace  interiore.  In questo percorso entrano  due gesti difficili ma fondamentali: 

  • Perdonare: chi ha ferito o deluso, per non restare incastrati nel ruolo di vittima. 
  • Perdonarsi;  smettendo di colpevolizzarsi e di farsi processi infiniti per ogni errore. 
Non è debolezza è rispetto verso se stessi: vuol dire smettersi di punirsi, smettere di riaprire le cicatrici e accettare e certe porte restino chiuse. Non perché non contino più, ma perché hanno  già tutto quello che potevano dire. 

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