Il Web non è un posto sicuro per la generazione Z: il 66 percento ha subito un atto di violenza

 



Il web non è un posto sicuro. Anzi, è quello considerato come il "luogo" più a rischio in assoluto. E' quanto emerge dall' edizione 2026 dell' Osservatorio Indifesa realizzato da Terres des Hommes, insieme alla community di Scomodo, per ascoltare la voce dei ragazzi sui temi di violenza, bullismo, e  sicurezza  sul web. Diffuso in occasione  della  Giornata contro bullismo  e cyberbullismo,  il rapporto ha raccolto le opinioni di 2.000 ragazzi  under 26. 

Per  il 66 percento dei ragazzi  e delle ragazze è un posto dove il web ha subito  almeno un atto di violenza, mentre un giovane su  due chiede aiuto all' intelligenza artificiale  per risolvere un problema sentimentale, psicologico,  di salute: i dati raccolti dall' Osservatorio indifesa  Terres des Hommes e Scomodo raccontano la realtà di oltre 2.000 ragazzi italiani under 26.

La consapevolezza sui pericoli che si possono correre online non manca e arriva dall' esperienza diretta, su cui è necessario intervenire per non lasciare sole le giovani generazioni: Dall' osservatorio indifesa di quest' anno emerge con chiarezza che i giovani sono pienamente consapevoli dei pericoli sul web spiega Paola Ferrara direttore di Terrre des Hommes Italia serve però che gli siano forniti gli strumenti per proteggersi e affrontare questi rischi. Rischi che mutano e si intensificano con l' evoluzione continua e sempre più rapida delle  tecnologie. E' compito delle istituzioni e della società tutta dotarli delle giuste informazioni e mezzi. 

Il revenge porn il principale rischio percepito 

Il web non è un posto neutro e dai ragazzi, e dalle ragazze coinvolte dalla ricerca, è considerato uno strumento pericoloso  attraverso cui la  violenza può perpetrarsi: secondo  il  59 percento il  rischio  principale è  il  revange porn, la  condivisione non consensuale di immagini intime. A temerlo sono  le ragazze della fascia  d' età più alta. 
Il timore  non ostacola la consapevolezza: i  giovani sanno che condividere  del materiale intimo comporta dei rischi, il 79 percento  definisce pericolosa questa pratica e sembrano anche  informati sui i loro diritti. La quasi  totalità sa  di poter denunciare e chiedere la rimozione del contenuto se  venisse condiviso senza il loro consenso.
Minore sicurezza emerge invece quando si tratta di condividere  immagini modificate da altri. Anche se la maggior parte dei  ragazzi dichiara di non essere mai stato vittima di questo fenomeno, quote non marginali di persone che dichiarano di  non sapere  se agli altri  sia mai  successo o che  astengono dalla risposta. 
Un esperienza che accumuna la vita online dei ragazzi, e che innesca emozioni prevalentemente negative o ambivalenti, è l'  essere controllato  da sconosciuti: è successo all' ottanta percento circa di loro. In particolare sono le ragazze  a manifestare maggiormente fastidio, incertezza e paura, mentre tra i ragazzi emerge una quota più alta di curiosità. 

Cyberbullismo per i giovani maschi più diffuso 

Per  i ragazzi, invece soprattutto i più giovani, il maggior rischio che  si corre in rete è quello di essere vittima  di cyberbullismo:  lo dichiara il 45 percento dei maschi e il  42 percento del  campione totale. 
Quando si trovano protagonisti di bullismo e cyberbullismo, i ragazzi ne parlano principalmente con gli amici, soprattutto nelle fasce d' età più alte, e a seguire con i genitori, in particolare i più piccoli. 


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