Virginia: i democratici spingono una serie di restrizioni sulle armi

 





Nelle ultime settimane il Senato dello Stato della Virginia ha fatto passi avanti su un pacchetto di sette proposte legislative volte a stringere le regole sulle armi da fuoco, segnando un’importante svolta politica in un territorio storicamente associato a forti diritti di porto d’armi. I provvedimenti sono stati approvati dal Senate Courts of Justice Committee, controllato dai democratici, e rappresentano una delle iniziative più articolate sul controllo delle armi nell’ultimo ciclo legislativo dello Stato.

Tra i provvedimenti principali c’è una misura che intende vietare l’importazione, la vendita e il possesso di “armi d’assalto” e caricatori ad alta capacità, definiti come fucili o pistole semiautomatiche con caratteristiche specifiche e caricatori che superano determinate soglie di proiettili. Le violazioni verrebbero trattate come reati di misdemeanor, con pene fino a un anno di reclusione e sanzioni pecuniarie.

Un altro disegno di legge renderebbe illegale portare armi in edifici pubblici dello Stato e in aree come il Capitol Square di Richmond, mentre un terzo provvedimento limiterebbe la possibilità di portare armi in qualsiasi luogo pubblico aperto, sia cariche che scariche, un cambiamento notevole rispetto alla normativa vigente che ammette la libera detenzione e porto in molti spazi. 

La nuova normativa tocca anche aspetti pratici come la conservazione delle armi nelle automobili: un progetto di legge prevede che le pistole siano custodite in contenitori rigidi e bloccati per evitare accessi non autorizzati, pena sanzioni anche per i detentori responsabili. Altre proposte includono requisiti più severi per la custodia in presenza di minori, la limitazione dei permessi di porto d’armi rilasciati da altri Stati e il divieto di possedere armi costruite in casa o senza numero di serie.

I sostenitori delle misure, guidati da alcuni membri del Partito Democratico e organizzazioni come “Moms Demand Action”, sostengono che questi cambiamenti sono necessari per ridurre gli incidenti con armi da fuoco e rafforzare la sicurezza pubblica, un dibattito accentuato dal fatto che molte proposte simili erano state in passato presentate e respinte dal precedente governatore repubblicano Glenn Youngkin. Con l’insediamento della governatrice democratica Abigail Spanberger e il controllo delle due Camere da parte del suo partito, i democratici vedono ora una maggiore possibilità di far approvare riforme anche fortemente contestate.

Non mancano però forti opposizioni: gruppi per i diritti delle armi come la Virginia Citizens Defence League e altri attivisti hanno espresso profonda preoccupazione, sostenendo che molte delle misure mirino più a limitare i diritti dei cittadini rispettosi della legge che a contrastare i crimini violenti. Le proteste e le lamentele politiche riflettono un clima di polarizzazione sul tema, con alcuni critici che vedono le nuove proposte come un’invasione delle libertà sancite dal Secondo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.

Mentre alcune delle proposte continuano il loro iter legislativo, resta da vedere quali misure verranno infine approvate e se la governatrice Spanberger firmerà i progetti di legge in forma definitiva. Il dibattito in Virginia, oltre a influenzare la politica interna dello Stato, potrebbe avere riverberi più ampi sulla discussione nazionale statunitense sul controllo delle armi e sull’equilibrio tra diritti individuali e sicurezza collettiva, in un momento in cui molti Stati stanno rivedendo le loro normative sul tema.

A cura di Domenico Letizia
Fonte: ItaliaReportUsa.it

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