Suicidi agire prima che il dolore diventi emergenza: è la terza causa di morte tra i 15 e i 29 anni
In Italia, nei giovani tra i 15 e i 29 anni, il suicidio è la terza causa di morte, dopo gli incidenti stradali e il tumore, nei maschi rappresenta la seconda. Dunque un fenomeno allarmante. Difficile da stimare è anche quello dei tentativi, che non vanno a buon fine e hanno bisogno di un attento lavoro di prevenzione.
Nell' infanzia per fortuna, resta un evento raro, ma i pensieri di morte, ideazione suicidaria e comportamenti autolesivi possono comparire già in età scolare cinque, sei anni e rappresentano importanti indicatori di vulnerabilità tutt' altro che da trascurare.
L' urgenza di superare la coltura del silenzio e del pregiudizio. Prevenire gli atti autolesivi, e i tentativi di suicidio tra bambini, adolescenti e giovani adulti significa innanzitutto intervenire prima che la sofferenza diventi emergenza, costruendo ambienti capaci di generare e sostenere il benessere il neuropsichico riconoscere tempestivamente le situazioni di vulnerabilità e facilitare la richiesta di aiuto senza timore di essere stigmatizzati. E' questo il senso "Cambiare la narrazione del suicidio", il tema della "Giornata mondiale per la Prevenzione del Suicidio", che pone l' accento sull' urgenza di superare la cultura del silenzio e del pregiudizio per promuovere maggiore apertura, comprensione e supporto.
Il convegno di ieri a Genova un messaggio che era al centro del convegno che si è svolto a Genova giovedì 10 settembre, in occasione della Giornata dedicata a questo delicatissimo tema, organizzato da SINPIA, la Società Italiana di Neuropsichiatria dell' infanzia e dell' Adolescenza, l' Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, e L' Università degli Studi di Napoli Federico II. Il convegno aveva un titolo esplicito e diretto: "Il Suicidio in età evolutiva: dalla clinica al trattamento" e riuniva diversi esperti nazionali per approfondire i fattori di rischio e di protezione, dei soggetti a rischio, la gestione delle situazioni di crisi e i percorsi di presa in carico tra ospedale e territorio.
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