L' adolescenza il tempo lungo della crescita
L' adolescenza, nelle società complesse come quella che viviamo oggi, è un epoca problematica e complicata, caratterizzata da comportamenti rischiosi che, con alta frequenza mettono a repentaglio la vita.
La parola adolescenza, vuol dire nutrirsi e adolescente è colui e colei che si nutre come atto fisico o mentale fatto anche da relazioni o affetti, mentre è "adultus", colui che ha concluso il processo di formazione. Ma proprio perché l' adolescenza è il tempo più lungo della crescita è anche più spesso la fase più pericolosa dell' esistenza.
Le cause più frequenti di morte nella fascia 15-19 anni, dopo gli incidenti stradali, sono da attribuire alle condotte violente, ai comportamenti autolesivi e alle azioni spericolate.
La Neuroscience con più precisione di un tempo, sostengono che il processo di maturazione di alcune aree celebrali non si completi prima dei 24-25 anni.
Allora ciò che conta è il saper attendere degli adulti, perché come scrisse Hearl Wilson, un giornalista Nature, la rivista di neuroscienze: la neve e l' adolescenza sono i soli due problemi che spariscono sapendo aspettare il tempo sufficiente.
Perché gli adolescenti alle prese con i compiti evolutivi e la necessità di esplorare il mondo cercando soprattutto di conoscere se stessi, si mettono alla prova, forzando i limiti e si spingono nel territorio del rischio senza rendersi conto dei pericoli.
Il loro sistema di controllo è assai scarso e inefficiente. Si potrebbe dire che sono alla guida di una potente automobile con l' acceleratore al massimo e i freni difettosi.
Si tratta pertanto, di un periodo in in cui si vive in una sorte di costante squilibrio, in quanto a una attività celebrale elevata non si contrappone un sistema frenante adeguato.
La maturazione ritardata di alcune aree celebrali, fa sì che nuovi modi di pensare e di comportarsi in adolescenza siano praticamente privi di adeguato controllo emotivo e i giovani nel lungo transito che li porta dall' infanzia all' età adulta, attraversando una fase di scarsa attenzione sul piano emozionale. Del resto oramai lo sappiamo con notevole certezza, che è carente se non mancante del tutto, l' educazione sessuo-affettiva. Mentre la supervalutazione delle competenze cognitive fa sì che si cresca continuamente l' analfabetismo emotivo. Eppure continuammo a tentennare e a far ritardare la scuola in questo processo di formazione.
Numerosi i lavori scientifici al contrario cercano di spiegare i dati allarmanti che ne derivano e chiedono con urgenza di attivare programmi di prevenzione e di contenimento sociale ai rischi.
Nello stesso tempo sostengono la necessità di formare gli adulti e si accresca la loro capacità di una maggiore coerenza educativa, affiancata da attenzione e calore affettivo.
Commenti
Posta un commento