I corpi delle donne afghane sono sotto assedio tra gravidanze forzate e aborti ignorati

 



Dal 2023 in Afghanistan, la vendita di contracettivi è stata vietata dai talebani. Il divieto non è mai stato annunciato in modo ufficiale, ma medici e ostetriche raccontano lo stesso scenario in diverse provincie: forniture sparite, servizi sospesi e donne lasciate senza accesso alla pianificazione famigliare. 

Tutto questo avviene in un Paese dove alle ragazze è già vietato studiare dopo i 13 anni, molte donne non possono lavorare o partecipare alla vita pubblica, o muoversi liberamente senza un uomo. 

In molte famiglie non possono decidere nemmeno del proprio corpo. 

Secondo Un Women, il divieto di accesso alla scuola secondaria e all' università potrebbe portare entro il 2026 a un aumento dei matrimoni precoci del 25 percento, del 45 percento delle gravidanze adolescenziali e di almeno il 50 percento della mortalità materna. 

Secondo ONU e OMS, oltre 440 ospedali e cliniche hanno ridotto o chiuso drasticamente i servizi. Nelle aree rurali molte donne partoriscono in casa, spesso senza assistenza, e alcune arrivano in clinica dopo giorni di emorragie o aborti spontanei non curati. 

Gli ospedali sanitari locali raccontano di donne incinte o in allattamento affette da malnutrizione, anemia e carenze vitaminiche, costrette ad affrontare gravidanze continue senza cure adeguate, e senza possibilità di scelta. 


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