Autismo in Italia diagnosi in aumento: colpito un bambino su 77
Negli ultimi anni il disturbo dello spettro autistico è sempre al centro dell' attenzione clinica e sociale. In Italia secondo le stime più recenti, riguarda circa un bambino su 77 e complessivamente circa 500 mila persone. Un dato in crescita in linea con quanto osservato a livello internazionale, che però non va letto in modo semplicistico.
E questo il quadro del disturbo dello spettro autistico in Italia, delineato dalla Sinipia (Società Italiana di neuropsichiatria dell' infanzia e dell' adolescenza) e dell' Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, partendo dai dati dell' Istituto Superiore di Sanità in vista della Giornata mondiale della consapevolezza sull' autismo, che si celebra il 2 aprile.
Con l' occasione è stato annunciato, nell' ambito del nuovo accordo di collaborazione tra il Ministero della Salute e l' Istituto superiore di Sanità, un investimento di dieci milioni di euro per rafforzare la rete nazionale dei servizi dell' autismo, potenziare le diagnosi precoce e rendere sempre più strutturato il progetto di vita delle persone autistiche.
Si rinnova così l' impegno nazionale verso un modello di intervento sempre più integrato, basato sulla continuità assistenziale, sulla personalizzazione dei percorsi e sull' integrazione tra ambito sanitario, sociale e territoriale sottolinea Rocco Bellantone presidente dell' Istituto Superiore di Sanità.
Permangono tuttavia, denunciano le associazioni forti disomogeneità regionali nell' accesso ai servizi, nei tempi di attesa e nella presa in carico multidisciplinare in alcune aree del Paese le famiglie incontrano ancora difficoltà rilevanti nell' ottenere una valutazione tempestiva e percorsi continuativi. In Italia nella presa in carico dell' autismo restano ancora dei vuoti, in particolare nel sostegno dei servizi all' autismo dell' età adulta e soprattutto nei finanziamenti dei servizi pubblici del Fondo Sociale, spiega Germana Sorge, coordinatore della Commissione Disabilità di Uneba.
Sul fonte della ricerca una novità arriva da uno studio italiano, guidato dalla fondazione Don Gnocchi in collaborazione con il Politecnico di Milano. I ricercatori hanno osservato che i bambini con disturbo dello spettro autistico prestano maggiore attenzione a un robot sociale (progettato per integrare con le persone segnali sociali strutturati, come gesti, posture, movimenti, direzione dello sguardo, all' interno di contesti comunicativi) rispetto a un essere umano. Per Silvia Annunziata, autrice dello studio, questa scoperta risulta potenzialmente rilevante dal punto di vista clinico, poiché potrebbe essere sfruttata per facilitare l' attenzione, promuovere la partecipazione attiva e supportare interventi terapeutici assistiti da robot, orientati al potenziamento delle competenze sociali e comunicative.
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