Il cervello ricorda gli insulti e dimentica i complimenti

 



Si sa: chi le dice se le dimentica, ma chi le ha sentite se le ricorda per tutta la vita. E' una dinamica che vale un po' per tutto. Vale, per le parole dette in momenti di rabbia, come nei litigi. Magari chi ha iniziato le discussioni dimentica subito il motivo, mentre chi si è sentito contro, seppur magari anche solo un amichetto dell' asilo, riesce ancora oggi a ricordare ogni dettaglio. Succede anche alla fine di una relazione che si tirano le somme, la mente tende a riportare in superficie i momenti più brutti, le frasi peggiori e gli episodi negativi che hanno lasciato un segno. I ricordi belli, restano invece sullo sfondo, come se scivolassero via senza lasciare traccia. 

E, a quanto pare questo accade anche con le offese. Lo conferma uno studio secondo cui il cervello tende a dare più peso alle esperienze negative rispetto a quelle positive. Non è solo una sensazione, ma è un vero e proprio meccanismo biologico. La nostra mente registra con più intensità le parole che feriscono rispetto a quelle che fanno piacere. In pratica, ricordiamo molto più facilmente un insulto che un complimento. 

Gli insulti restano, i complimenti scivolano via 

Il fenomeno si chiama negativity bias, o bias della negatività, ed uno dei processi più documentati dalla psicologia moderna. Significa che di fronte a due esperienze di pari intensità una positiva e una  negativa, il cervello reagisce in modo più forte e duraturo alla seconda. Gli studi pubblicati sul Journal of Personality and Social Psychology mostrano che un' esperienza negativa ha un impatto fino a cinque volte superiore rispetto a una positiva. La spiegazione, in parte è di tipo evolutiva, dato che i nostri antenati  dovevano ricordare  ciò che metteva in pericolo la loro vita. 
Oggi, però, quel sistema di allerta si attiva anche di fronte a un complimento sgarbato o una critica online. L' amigdala, la parte del cervello che gestisce paure e minacce, si accende immediatamente, fissando nella nostra mente le parole che ci feriscono. Eppure, allenarsi a trattenere ciò  che ci fa stare bene è possibile. Basta, ascoltare davvero un complimento, scriverlo e ripeterlo. Non è debolezza ma è un modo per riequilibrare la mente e dare il permesso di ricordare anche le cose belle. 

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