Perché tenere un segreto ci logora? La scienza spiega il "circolo vizioso" mentale

 


Secondo quanto scoperto da uno studio pubblicato su PsyArXiv e non ancora sottoposto a  revisione paritaria da altri scienziati, i segreti potrebbero causare preoccupazioni e sentimenti negativi che incidono profondamente sul nostro benessere mentale. Il problema, tuttavia non sarebbe il segreto in sé, quanto il fatto che la mente ci ritorni sempre spontaneamente, ricordandoci continuamente qualcosa da nascondere. 

Quanti segreti nascondiamo? La media sorprendente della ricerca

Lo studio ha coinvolto un totale di 240 volontari, reclutati sulla base di un unico requisito: avere almeno un segreto. In media, è emerso che una persona ne custodisce nove, giudicati come "moderatamente importanti". Quali sono gli argomenti più comuni? Nell' ordine troviamo bugie: insoddisfazione per il proprio aspetto fisico, questioni finanziarie, desideri romantici e comportamenti sessuali. E' importante sottolineare che lo studio ha analizzato solo chi dichiarava di avere segreti, pertanto, non sarebbe corretto affermare che chiunque ne abbia nove, escludendo chi forse non ne ha affatto. 

Il paradosso del pensiero: meglio pensarci di proposito?

I partecipanti hanno compilato per due settimane un diario riportando frequenza e la modalità dei pensieri legati ai propri segreti. Incrociando questi dati con i rilevamenti in tempo reale durante la giornata,  i ricercatori hanno scoperto un dettaglio contributivo: le persone tendono a pensare ai segreti più inconsciamente che di proposito. 
Il dato interessante è che nei giorni in cui i volontari pensavano volontariamente ai propri segreti, se ne preoccupavano meno, arrivando a volte a fantasticarci sopra con emozioni positive. Al contrario quando il pensiero si presentava in modo spontaneo e intrusivo, innescava un circolo vizioso di ansia difficile da interrompere. 

Quando il segreto diventa  un pensiero ossessivo 

Le conseguenze negative sul benessere emotivo, concludono i ricercatori, sarebbero quindi il risultato di un loop innescato dal pensiero ossessivo del segreto, piuttosto che dallo sforzo attivo di tenerlo nascosto agli altri. E' la frequenza con cui il  segreto bussa alla porta della nostra consapevolezza e determinare  quanto ci farà stare male. 

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