Ma quindi le api sanno la matematica o no?
Negli ultimi anni si discute sempre più spesso dell' intelligenza delle api, e in particolare della loro vera o presunta, capacità di contare o svolgere semplici operazioni matematiche. Era il 2017 quando uscì il primo studio che sosteneva che le api comprendessero il concetto di "zero", ma la discussione si è accesa davvero nel 2021 quando un team dell' Università di Sheffield suggerì che le api avessero barato, e non conoscessero davvero la matematica.
Oggi un altro studio pubblicato su Proceedings of The Royal Society B, ribalta ancora la prospettiva, sostenendo che le api sappiano davvero contare, e che chi dice che non sia vero lo fa troppo da un punto di vista antropocentrico.
La sequenza spaziale e le api
Uno degli indicatori più usati quando si tratta di studiare il rapporto tra le api e la matematica è la cosiddetta frequenza spaziale, che misura quanto spesso un pattern periodico si ripete in un' unità di spazio.
Negli esperimenti con le api, la frequenza spaziale è direttamente collegata alla numerosità: per farla semplice tante linee verticali ravvicinate indicano un numero più alto rispetto a poche linee sparse. E' proprio questo legame che ha portato all' ipotesi che le api non siano davvero in grado di contare, ma sfruttando stimoli visivi per "rispondere" positivamente a un esperimento.
Il nuovo studio sostiene che tutti questi esperimenti abbiano un difetto fondamentale: sono pesanti e costruiti da esseri umani, per i quali certi segnali visivi hanno un significato che non è per forza quello che gli attribuiscono le api.
Lo studio fa l' esempio del lavoro del 2021 l' analisi dei dati ha escluso alcune frequenze spaziali considerate non interessanti, quelle più basse il problema è che non lo sono per noi, mentre altri studi hanno dimostrato che le api sfruttano proprio le frequenze basse per orientarsi, ben più di quanto usano quelle alte.
Le api e lo spazio
Questo vizio di forma degli studi "anti-matematica" viene corretto nel nuovo paper, che rianalizza i dati degli esperimenti dalla prospettiva delle api.
Questo cambio di prospettiva, secondo gli autori, dimostra che quello che vediamo è proprio quello che sembra: le api capiscono il concetto di zero e quello di pari e dispari, sanno mettere in ordine le quantità dalla più piccola alla più grande e sanno anche fare di conto, o per lo meno aggiungere o sottrarre uno a una quantità.
Oltre a restituire dignità alle api e smentire le voci che le vogliono disoneste, questo filone di studi potrebbe avere applicazioni in campi inaspettati. La proposta più curiosa arriva dalle autrici dello studio, Scarlett Howard, che sostiene che il linguaggio matematico delle api potrebbe essere alla base per la creazione di un linguaggio universale che ci permetta di comunicare con eventuali civiltà aliene.
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