Se il corpo ideale diventa un paradosso da social network
La moda cambia continuamente, ma non cambiano soltanto gli abiti. Cambiano, anche i corpi che vengono celebrati, imitati e desiderati. Negli ultimi anni la body positivity aveva promosso di allargare i confini della bellezza e mettere in discussione l' idea di un modello unico estetico. Oggi, però diversi segnali sembrano raccontare una storia diversa.
Negli anni Cinquanta la femminilità era associata a forme morbide e prosperose, negli anni Sessanta arrivò la rivoluzione della magrezza di Twiggy, simbolo di una generazione che voleva distinguersi da quella precedente. Gli anni Ottanta celebrano il corpo atletico e sportivo, mentre i Novanta imposero il fascino delle supermodelle e, successivamente l' estetica estrema dell' heroine chic. Nei primi anni 2000 la pressione dell' aspetto fisico raggiunse livelli altissimi: pance piatte, jeans a vita bassissima e un ideale di magrezza spesso irrealistico dominarono riviste e red carpet. Negli anni successivi sembrò aprirsi una nuova fase. Il movimento della body positivity mise in discussione l' idea che esistesse un solo corpo degno di essere rappresentato. Le campagne pubblicitarie iniziarono a mostrare fisicità differenti e il dibattito sull' inclusività entrò stabilmente nel mondo della moda. L' inclusività continua a essere un tema presente, ma l'immaginario estetico sembra muoversi in un' altra direzione. Il ritorno di molte tendenze dei primi anni Duemila ha riportato sotto i riflettori silhouette molto esili e capi che mettono il corpo in primo piano.
Anche il decolté è tornato protagonista grazie al successo di corsetti, bustier, lingierie a vista, e abiti che valorizzano il busto. Nel frattempo si è affermato un fenomeno che va ben oltre la moda: la diffusione di farmaci per la perdita di peso. Nati per il trattamento del diabete e successivamente utilizzati anche contro l'obesità, questi medicinali sono entrati nel dibattito pubblico e hanno contribuito a riaccendere l' attenzione sulla magrezza. Celebrità, influencer, utenti social hanno alimentato una conversazione globale che inevitabilmente avuto ripercussioni anche sull' immaginario estetico contemporaneo. Il corpo ideale di oggi appare quasi paradossale: da una parte continua a essere richiesta la magrezza, dall' altro vengono valorizzate le forme considerate tradizionalmente femminili. E' un modello influenzato dalla cultura digitale e dagli algoritmi che determinano quali immagini vediamo più spesso e quali finiscono per apparirci desiderabili. La questione è ampia e non riguarda semplicemente la vittoria o la sconfitta della body positivity. Come osserva il sociologo Pierre Bourdieu, il gusto non nasce mai nel vuoto ma riflette gli equilibri e valori di una società, anche il corpo segue questa logica.
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