Come nascono i piccoli bulli? La colpa è anche dei genitori
Il primo modo che un bambino ha per imparare a comportarsi è guardare ai genitori, nel bene e nel male: se questi non si trattano con rispetto, sono violenti verbalmente e fisicamente tra loro e anche con il figlio, il bambino impererà che nella vita ci si comporta così.
Al di là dei casi limite di violenza domestica, anche il bullismo psicologico viene appreso in famiglia: lo spiega la psicologa dell' infanzia Angela J. Narayan in un articolo pubblicato su the Conversation, dove consiglia di "dare il buon esempio" affinché i figli non diventino bulli e dai bulli sappiano difendersi.
"Non sei più mio amico"
Quando pensiamo al bullismo lo associamo spesso a prese in giro o violenze fisiche o verbali tra compagni di classe. Può però essere più sottile: non sei come ti dico io non ti invito alla mia festa! o ancora se non mi dai la merendina non sei più mio amico, sono ricatti sottili da bulli che i bambini imparano dai genitori.
Tattiche positive e tattiche negative
Qualunque sia la coltura di provenienza, i bambini agiscono con due obbiettivi in mente: ottenere le cose che vogliono, evitare quelle che non vogliono.
Gli adulti funzionano allo stesso modo, e per raggiungere i propri obbiettivi e convincere qualcuno a fare qualcosa possono usare tattiche positive incoraggiamenti, lodi, e incentivi o negative minacce, manipolazione e forza.
Guardando gli adulti i bambini imparano quali di queste tattiche utilizzare. Se i bambini sentono costantemente dire "se non fai questo, perderai questa cosa, o ti farò quest' altra cosa" impereranno che minacciare è una strategia accettabile ed efficace per convincere gli altri a fare quello che vogliono.
Dal silenzio in famiglia al ghosting
E' meglio evitare di criticare il proprio partner davanti ai figli, oppure richiudersi nel silenzio dopo un litigio: se i bambini sentono in continuazione la mamma che critica o sminuisce il papà o viceversa, è probabile che da grandi utilizzeranno la stessa strategia per dominare sugli altri, escludendo per esempio un compagno da un gruppo di lavoro perché non lo considerano abbastanza bravo.
Il cosiddetto trattamento del silenzio non parlarsi per giorni dopo un litigio, messo in atto in famiglia con gli stessi figli, oltre a crescere dei ragazzi incapaci di affrontare una discussione, trasformarsi in ghosting, la pratica così diffusa ai tempi dei social di sparire senza più rispondere a un amico o a un possibile partner.
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